«Il Governo italiano è fermamente impegnato ad affrontare le radicate debolezze strutturali dell’economia ed è attualmente intento nell’applicazione di un’agenda di riforme vasta e di ampio respiro allo scopo di dare al Paese l’organizzazione istituzionale e le regole e gli incentivi più appropriati per stimolare la crescita, la competitività e l’occupazione». È questo il tenore usato dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in una lettera inviata al commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, e quello all'Euro e al Dialogo sociale, Valdis Dombroviskis. Padoan aggiunge che «il debito pubblico italiano è «secondo tutti gli indicatori chiave di lungo termine, più sostenibile di quelli della maggior parte dei paesi della Ue dal momento che le vulnerabilità derivanti dall’invecchiamento della popolazione sono state affrontate con una riforma delle pensioni di largo respiro e con stretti controlli sulla spesa sanitaria». Le dinamiche del debito pubblico italiano restano comunque aggiunge Padoan nella missiva «influenzate negativamente da una crescita nominale molto debole e altri fattori rilevanti indipendenti dalla politica fiscale nazionale», quali «il contributo ai programmi di stabilità finanziaria dell’Eurozona, il pagamento degli interessi sul debito e la crescita nominale negativa del Pil». Per questo «ridurre il fardello del debito pubblico e liberare risorse per usi più produttivi è decisamente essenziale per un ritmo di crescita bilanciato e ragionevole» ha aggiunto il ministro, sottolineando come «il consolidamento fiscale abbia già raggiunto risultati impressionanti» e come «la sostenibilità fiscale resti un pilastro chiave dell'agenda di riforme» del governo che si impegna a continuare le privatizzazioni pari allo 0,7% del Pil tra il 2015 e il 2017 e a utilizzare gli introiti interamente per la riduzione del debito Infine secondo il ministro «le prospettive per il 2015 suggeriscono una ripresa molto timida e fragile». Lunedì arriverà il giudizio finale dell’Ue sulla legge di Stabilità.
Padoan scrive a Bruxelles: siamo impegnati sulle riforme
Il ministro chiede alla Ue di sostenere l'Italia: «Nel 2015 ripresa molto timida e fragile»
