Politica

Io e il vilipendio ad personam

(...) i grillini ghignano perché la scampano sempre. I suoi compagni si danno di gomito, chi se ne frega delle tangenti e dell’eternit, l’importante è punire il vocabolario, la parola, la critica, il...

(...) i grillini ghignano perché la scampano sempre. I suoi compagni si danno di gomito, chi se ne frega delle tangenti e dell’eternit, l’importante è punire il vocabolario, la parola, la critica, il dissenso. È un regime, e per questo dico grazie a Il Tempo per il coraggio di questi mesi nel sostenere una battaglia di libertà che riguardava occasionalmente la mia persona. Ora, caro Chiocci, permettimi di dirti che adesso la si deve combattere con maggior vigore. È evidente che è partito un segnale cinico: colpire uno per educarne cento, scegliendo dal mazzo il bersaglio più facile. Ma quell’articolo 278 del codice penale è un’indecenza: punisce solo chi decidono loro e quando vogliono loro. Ci vuole una grande campagna popolare per abrogarlo, come aveva tentato di fare il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri. Però, il sabotaggio del Partito Democratico ha avuto la meglio. Il partito del premier che ha un governo zeppo di indagati ha impedito persino di discutere la proposta di abolire o modificare la norma. Il Pd, con Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, ha detto no. E con il ministro Orlando l’ha fatta applicare solo nei miei confronti e per nessun altro. Bisognerà pubblicare ogni giorno qualunque insulto, parlamentare, politico, giornalistico rivolto da chiunque a Napolitano e denunciare il guardasigilli se non autorizzerà inchieste in materia. Credo che si ingolferanno i tribunali per questo reato ridicolo, a meno che in Parlamento non rinsaviscano e mettano finalmente riparo ad una legislazione davvero vetusta. Sono talmente cinici che non mi hanno dato nemmeno l’onore della galera, perché tale sarebbe stato. Hanno avuto paura dell’indignazione. Ma si illudono se pensano di soffocare la rabbia di tanti cittadini perbene. Secondo lorsignori, da oggi Napolitano sarà più o meno bersagliato? Non si rendono conto di che danno provocano lasciando in vigore norme liberticide. Da adesso in poi, molti prenderanno di mira il Capo dello Stato, perché la tutela di casta mal si concilia con il ladrocinio permanente in azione sul suolo patrio. E una cosa, in ultimo, la voglio dire al presidente della Repubblica. Io non so se farò appello come vogliono i miei avvocati Naso e Reboa, sono troppo schifato da quello che è accaduto. Mi ha illuso, l’inquilino del Colle; e i suoi interlocutori più diretti hanno giocato una partita cinica sulla mia pelle, mentre lui non ha neppure per un attimo pensato di dire pubblicamente «che si fa a fare questo processo se ci siamo chiariti...?». Io credo che il Presidente della Repubblica abbia il dovere della sincerità in ogni suo atteggiamento. E con me non credo proprio che lo sia stato. Del resto, chi nasce tondo non muore quadrato. Saluti comunisti. Che è peggio di indegni.

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