Politica

Taglio di 150 milioni alla Rai

Il Pd vota contro il premier. Sì al ricorso che contesta il prelievo dal canone. FI contraria. Si dimette Todini: «Decisione inaccettabile»

Terremoto a Viale Mazzini: il consiglio di amministrazione ha votato a favore del ricorso contro il prelievo forzoso, da parte del governo, di 150 milioni di euro dal gettito del canone. E questo «in diretta», mentre Mamma Rai brindava alla quotazione in borsa della «figlia» RaiWay, della quale è stato messo sul mercato un 30 per cento proprio per tappare il «buco» dei 150 milioni Ieri in Rai è stata una giornata di fuoco: l’azienda dovrà fare ricorso contro il decreto Irpef del 24 aprile scorso che prevede, entro l’anno, il prelievo forzoso dalle casse della tv di Stato di 150 milioni. Un gesto politico, un vero «siluro» contro il governo che arriva dal cuore dell’azienda. Non è servito a niente il tentativo in extremis del direttore generale Luigi Gubitosi che si è diviso in due per seguire la quotazione di RaiWay e contemporaneamente intervenire sul cda. Alla fine è stato approvato l’ordine del giorno del consigliere Antonio Verro. Un testo che impegna l’azienda a fare ricorso in tempi brevi al Tar, al giudice ordinario o a entrambi. Gubitosi ha così rilasciato un doppio commento: il primo, felice, per la quotazione, definendola un importante «segno di interesse per l’Italia». L’altra, decisamente contraria al ricorso: «Un atto inopportuno». L’opzione ricorso è stata scelta con sei voti a favore (Verro, De Laurentiis, Rositani, Pinto, Tobagi e Colombo) e due contrari (Luisa Todini e Antonio Pilati) e un astenuto, il presidente Anna Maria Tarantola che ha motivato la scelta essendo lei «presidente di garanzia». Più calda la motivazione della Todini: «Decisione inaccettabile e irresponsabile». È anche vero che aveva promesso le dimissioni entro l'autunno, in forza del suo nuovo incarico di presidente di Poste. E ormai per mantenere la promessa non le rimaneva che qualche settimana. La frizzante giornata Rai è terminata con numerose reazioni: «Ricorso #cdaRai contro Governo. Tobagi e Colombo votano a favore. Contro il governo. Aspettiamo le loro dimissioni», ha esternato via Twitter la responsabile Cultura Pd e componente della Vigilanza Rai, Lorenza Bonaccorsi. «La scelta del cda Rai è grave e sorprendente. Difficile negare che si tratti di un atto politico la cui matrice è ben evidente e che colpisce le prerogative del governo. Cioè dell’azionista di maggioranza», ha detto Francesco Garofani, anche lui Pd e membro della vigilanza. E il presidente Pd Orfini: «Così non può andare, cambiamo la governance Rai».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.