“Invidio molto quelli che passano il tempo a organizzare gli scioperi. Mi riferisco ai sindacalisti, non ai lavoratori. Se il loro obiettivo è organizzare gli scioperi fanno benissimo a farli. Io mi occupo di far lavorare le persone, visto che abbiamo una disoccupazione pazzesca. Abbiamo perso in 6 anni 1 milione di posti di lavoro". Dopo al decisione di Cgil e Uil di indire lo sciopero generale contro la Legge di Stabilità e il Jobs Act il 12 dicembre, Matteo, in un'intervista a Rtl 102.5, torna ad attaccare il sindacato. “Anziché passare il tempo a inventarsi ragioni per fare gli scioperi – dice il premier - io mi preoccupo di creare posti di lavoro. Per chi vuol far sciopero nutro profondo rispetto, perché si tratta di un diritto costituzionale garantito, ma noi metteremo tutte le energie nel creare occasioni di lavoro. Se poi quelli che non hanno mai scioperato in passato scioperano oggi, beh... Contenti tutti. A quelli che dicono che bisogna occupare le fabbriche, noi diciamo che vogliamo riaprirle”. E ancora: “I sindacati che non hanno fatto sciopero contro la Fornero e la riforma di Monti, oggi hanno fatto più scioperi che negli anni precedenti. Siamo sicuri che sia protesta contro i contenuti o è soltanto una posizione politica? Dobbiamo cambiare l'Italia e non mi interessa se questo vuol dire polemiche... possono insultarmi, possono attaccarmi ma non possono fermarmi”, Rispetto per il diritto costituzionale allo sciopero. Ma noi non ci fermiamo. Questa Italia la cambiamo #lavoltabuona @rtl1025 — Matteo Renzi (@matteorenzi) 20 Novembre 2014 In sei anni l'Italia ha perso un milione di posti di lavoro. Negli ultimi sei mesi ne abbiamo recuperati 153.000. Non mi basta @rtl1025 — Matteo Renzi (@matteorenzi) 20 Novembre 2014 Carmelo Barbagallo, neosegretario della Uil, ad Agorà, dopo le dichiarazioni di Renzi, ha detto che “se il governo accetta di discutere” si può anche pensare di revocare lo sciopero. La Cisl si è già filata, annunciando la partecipazione solo allo sciopero del pubblico impiego. A Susanna Camusso, che per prima ha lanciato l'invito alla mobilitazione, Renzi riserva una stoccatina, paragonandola al leader della Lega: “Salvini e Camusso sono due facce stessa medaglia, sono dei leader della protesta. Io li rispetto ma non posso permettermi la protesta, io sono quello che ci prova”. Sul Jobs Act, il premier non esclude il ricorso alla fiducia. Camusso e Salvini sono due facce della stessa medaglia. Scommettono sulle cose che non vanno. Noi invece proviamo a cambiarle @rtl1025 — Matteo Renzi (@matteorenzi) 20 Novembre 2014
Renzi: "I sindacati? Perdono tempo a cercare ragioni per scioperare"
Il premier contro Camusso: "E' come Salvini". Barbagallo (Uil) apre uno spiraglio: "Se il governo è pronto a discutere, lo sciopero si può revocare"
