Politica

«Mai invitato gli amici a votare per la sinistra»

Scopelliti replica alle voci: «Sono e resto di destra»

«Sono schierato col centrodestra, invito a votare centrodestra, mi batto per il centrodestra e per la vittoria del nostro candidato, Wanda Ferro». L’ex governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, dimessosi a seguito di una condanna in primo grado per abuso d’ufficio, raggiunto al telefono dal Tempo , risponde così a chi insinua che in vista del voto di domenica prossima, i suoi «amici», un po’ apertamente e un po’ sottobanco, stiano strizzando l’occhio a Mario Oliverio, candidato alla presidenza per il centrosinistra. Di certo c’è che la Calabria va alle urne con un centrodestra spaccato e impegnato in una battaglia improba, e dall’altra parte una sinistra ringalluzzita dalle divisioni degli avversari. Uno scenario che ha indotto molti uomini fino a poco tempo schierati a destra, a trasferirsi, come nulla fosse, nell’altro campo, oppure a presentarsi agli elettori, con un loro candidato governatore, «al centro», come hanno fatto l’Ncd e l’Udc, favorendo, inevitabilmente, il candidato del Partito Democratico. Scopelliti, Repubblica scrive che i suoi amici invitano a votare per il «comunista» per poi salire sul carro del vincitore. «Non sono affatto miei amici. Mi pare, tra l’altro, che il titolo dato all’articolo da Repubblica non rispecchi il contenuto. Io non sono come loro, e quando dico «loro» intendo chi, staccandosi dal centrodestra, si è messo ad amoreggiare un po’ a destra e un po’ a sinistra, a seconda delle convenienze. I miei veri amici sono tutti schierati in maniera lineare e coerente col centrodestra. Sono un uomo di destra, e come tale, anche nei momenti più difficili, non posso che ripartire da destra. Il sottoscritto, perciò, è totalmente schierato col centrodestra, invita a votare centrodestra, si batte per il centrodestra. Solo uno dei consiglieri della vecchia maggioranza è passato a sinistra. Ma era uno dei transfughi, proveniva da sinistra e a sinistra, cioè nel suo alveo naturale, è tornato. Ma la quasi totalità dei consiglieri regionali del centrodestra è rimasto da questa parte» Però l’Ncd, e dunque molti uomini che hanno fatto parte della sua coalizione in questi quattro anni, non sta più col centrodestra. «Io avevo reso unito, forte e vincente il centrodestra. Con la mia fuoriuscita, dopo la condanna, le sintonie che ero riuscito a costruire, sono venute meno. Per il resto, ognuno si assume le responsabilità delle scelte che compie». Senza la condanna, lo scenario politico ed elettorale sarebbe stato diverso? «Purtroppo una sentenza ingiusta ha interrotto un percorso virtuoso. Se in campo ci fossi stato ancora io, nel pieno dei poteri, Oliverio lo avrei battuto sicuramente. Con me a capo della giunta, la sinistra sarebbe rimasta all’opposizione per molto tempo ancora. L’inaugurazione del palazzo della Cittadella, futura sede della regione che io ho realizzato, l’avvio della costruzione di tre nuovi ospedali, i conti della sanità in ordine, e molto altro di quanto abbiamo realizzato, avevano posto le premesse per far ripartire seriamente la Calabria. A questo appuntamento elettorale, senza quella condanna, ci saremmo presentati davanti ai calabresi con le carte in regola per vincere nuovamente». Il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, è scesa in Calabria per annunciare lo sblocco del turn-over. Eppure molti le contestano scelte sbagliate anche in questo campo. «I fatti dicono il contrario. Ho preso le botte, gli insulti, gli sputi per raggiungere questo obiettivo. Ho fatto sacrifici in prima fila e a testa alta per rendere la sanità calabrese, sul piano dei conti, una regione virtuosa. E oggi che accade? Che vengono a fare le passerelle elettorali allo scopo di prendersene il merito». Tornando all’Ncd, partito che lei aveva contribuito a fondare, balza agli occhi che i fratelli Gentile, Tonino, senatore e coordinatore regionale, e Giuseppe, assessore nella sua giunta, l’hanno prima boicottata alle elezioni europee e poi si sono presentati con un loro candidato governatore, occhieggiando a sinistra. A chi imputare questa disintegrazione? «Non mi interessa neanche saperlo. Poco importa. Anzi, preferisco non commentare. La gente conosce me, conosce i miei amici. E conosce loro». Sta di fatto che la partita elettorale è divenuta, di conseguenza, molto più complicata. L’esito è già scontato? «Aspettiamo domenica, mai cantare vittoria prima del responso delle urne. Anche perché la nostra candidata, Wanda Ferro, e Jole Santelli, che in Calabria coordina Forza Italia, si tanno battendo bene e ce la stanno mettendo tutta». Lo sa, vero, che in caso di sconfitta, la responsabilità sarà addossata a lei? Forse ha commesso degli errori di cui pentirsi? «Qualcuno considera un errore il fatto di non essermi mai girato dall’altra parte di fronte a problemi enormi, oppure l’aver toccato equilibri consolidati, non essermi mai piegato di fronte ai "poteri forti" calabresi. Ma questi, per me, non sono errori, e dunque non posso certo pentirmi. Ho sfidato la "borghesia mafiosa" calabrese e ne ho pagato un prezzo enorme. Ma anche questo fa di me un uomo di destra».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.