Politica

Il «topo» che ci ha cambiato la vita

di Davide Di Santo Quando l’ex tecnico di radar della marina militare americana Douglas Engelbart mostrò il progetto ai suoi collaboratori il nome venne da sé: «mouse». Era il 1964 e quella...

Quando l’ex tecnico di radar della marina militare americana Douglas Engelbart mostrò il progetto ai suoi collaboratori il nome venne da sé: «mouse». Era il 1964 e quella scatoletta di legno simile a un topolino realizzata per lo Stanford Research Institute era destinata a rivoluzionare il rapporto tra uomo e macchina. Dopo una presentazione in grande stile al Fall Joint Computer Conference di San Francisco, nel cuore di quella che diventerà la Silicon Valley, il mouse divenne un brevetto col nome di «Indicatore di posizione X–Y per un sistema con schermo». Invenzione di proprietà del Sri e per la quale l’ingegnere di Portland non ricevette neanche un dollaro. Intuitivo e geniale, Engelbart aveva anticipato le tendenze della tecnologia, dalla computer grafica alle prime reti, ma per assistere alla trasformazione del mouse da invenzione d’avanguardia a prodotto di massa bisognerà attendere l’arrivo di un personaggio altrettanto visionario ma più portato al business: Steve Jobs. segue a pagina 19

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