Un emendamento per ritornare alla «vecchia versione» dell’art. 81 della Costituzione. Quella che non prevedeva l’obbligo del pareggio di bilancio per lo Stato, inserito nell’aprile del 2012. «Votare quella modifica - ammette Raffaele Fitto a due anni e mezzo di distanza - fu un errore. Abbiamo sbagliato. Ma oggi c’è l’opportunità irripetibile per rimediare a quella scelta. Lunedì scadranno i termini per la presentazione degli emendamenti alla riforma costituzionale e noi avanzeremo la proposta di abrogare il pareggio di bilancio». È questo il «piatto forte» del convegno organizzato a Palazzo San Macuto dall’europarlamentare pugliese. «Oltre questa Europa» è la seconda tappa di un processo che, nelle intenzioni di Fitto, «deve rimettere al centro del dibattito politico le vere priorità della gente e riempire di contenuti la proposta di Forza Italia». Obiettivo esplicito è anche quello di contrastare l’ascesa di Salvini nel centrodestra. Magari individuando una terza via: «Oggi il dibattito in materia - ha spiegato Daniele Capezzone - è totalmente inadeguato. Da un lato c’è l’adesione dogmatica all’euro, dall’altro chi predica l’uscita dalla moneta unica con urla sguaiate che favoriscono il perpetrarsi dello status quo». L’idea di Fitto, invece, è quella di lavorare «all’interno delle istituzioni europee» e allentare quei vincoli di bilancio che stanno trascinando l’Italia in una recessione senza fine. Il tavolo dei relatori è autorevole. Paolo Savona, economista e già ministro dell’Industria del governo Ciampi, espone le ragioni delle difficoltà della Ue: in primis, l’essersi fermati a metà sulla strada. Avere cioè, creato una moneta e un mercato unici senza unificare politicamente gli Stati e senza aver dotato la Bce degli stessi poteri di intervento della Fed americana. Il giurista Luciano Barra Caracciolo spiega perché il Trattato di Maastricht è incompatibile con l’Art. 11 della Costituzione, che «consente limitazioni di sovranità» solo quando siano «necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni». E non quindi, per favorire un regime di «concorrenza spietata» tra gli Stati. Il professore Antonio Maria Rinaldi, autore per Formiche.net, chiede invece alla politica di allevare una classe dirigente preparata a un eventuale «piano B». «Piano B - sottolinea Capezzone - che potrebbe essere utile anche solo come strumento di contrattazione» ai prossimi vertici decisionali europei. Fitto si disegna un ruolo più «istituzionale». Non parla di uscita dall’euro ma accusa Renzi di essere troppo supino, «al di là delle polemiche mediatiche» alle istituzioni continentali. Si rammarica per un semestre di presidenza Ue «buttato» e invita Forza Italia a incoraggiare il dibattito nel Paese. Stavolta anche con la benedizione di Berlusconi, che telefona poco prima della manifestazione e invia il suo «saluto».
Fitto a caccia di consensi attacca la Ue
Pronto un emendamento per cancellare il pareggio di bilancio dalla Costituzione
