Politica

Sindacati in rivolta

La Uil dichiara lo sciopero generale Cisl lavoro pubblico in agitazione

Resta alta la tensione fra governo e sindacati. Dopo lo sciopero del prossimo 5 dicembre, è alle porte una nuova mobilitazione. A dichiarare lo sciopero generale stavolta è la Uil: oggi il sindacati, che riunisce il congresso, proporrà a Cgil e Cisl di stabilire insieme data e modalità dell’agitazine. La Uil spiega di giudicare «negativamente l’esito dell’incontro svoltosi nella serata di lunedì a Palazzo Chigi: nessuna disponibilità è giunta dal governo a proposito del rinnovo dei contratti nel pubblico impiego. Nessuna risposta è stata data sulla richiesta degli 80 euro ai pensionati, né sul ripristino della rivalutazione delle pensioni né sui non autosufficienti. Inoltre, resta nebulosa tutta la partita relativa al Jobs Act, con il rischio concreto che siano messi in discussione le tutele per quei lavoratori che già le hanno». Secondo la Uil mancano anche le risorse necessarie a garantire gli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro. Nella legge di Stabilità inoltre «permangono forti contraddizioni che impediscono di immaginare un progetto di rilancio del Paese, a partire dal Sud, mentre per le imprese si prevede una riduzione indiscriminata dell’Irap, che non premia chi fa innovazione e occupazione. La stessa auspicata riduzione delle tasse sul lavoro può perdere peso e sostanza a fronte di un incremento della tassazione locale, oltreché sul Tfr o sui fondi pensione». Anche la Cisl Lavoro pubblico, per voce del coordinatore Francesco Scrima, annuncia lo sciopero dei settori pubblici e scrive alle 12 categorie di Cgil Cisl e Uil per definire insieme la data. Anche l’Ugl va verso lo sciopero generale del 5 dicembre.

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