Politica

D'Ausilio. «È l’ultima chance poi a casa»

Parla l'ex capogruppo Pd in Consiglio comunale

«Ci sono condizioni che, se condivise, sono il contenuto di quel rilancio dell’azione di governo da fare insieme». Sta tutto in quell’inciso, quel «se condivise», l’aut aut che il Pd pone al sindaco Marino. L’ammorbidimento c’è stato, è innegabile, ma somiglia quasi a un’ultima chance: la condizione per non andare a casa. Francesco D’Ausilio è stato capogruppo del Pd fino a pochi giorni fa, quando la divulgazione del sondaggio anti-Marino gli è costata la poltrona. E ora che il partito appare compatto sulle sue posizioni critiche, sembra quasi dettare il rimpasto al sindaco: via Improta (Mobilità), Cutini (Sociale) e Cattoi (Scuola) e Marino (Rifiuti). D’Ausilio, se Marino non «cambia passo», si va a casa? «Al momento l’ipotesi di elezioni anticipate non esiste, nessuno l’ha mai teorizzata. Siamo determinati a rilanciare l’azione di governo con Marino». È una sorta di «fiducia a tempo»? C’entra la politica nazionale? «No, la politica nazionale non c’entra nulla. È trascorso solo un anno e mezzo, c’è tempo per recuperare. Quando esplodono fenomeni di ribellione sociale, che dobbiamo evitare, è normale che il clamore si sposti sui temi di Roma». Rilanciare l’azione di governo significa rimpasto o azzeramento? «Significa una revisione dell’agenda di governo, a partire da alcuni temi su cui la città ha dimostrato forte insoddisfazione. E poi bisogna dare un respiro maggiore. Queste due condizioni sono, se condivise, il contenuto di quel rilancio dell’azione di governo da fare insieme. La città rischia di sfuggirci di mano e l’azione di governo è stata debole nella risposta». Quali sono i settori dove c’è «forte insoddisfazione»? «I temi della cura e del decoro della città, delle politiche sociali, della mobilità e del traffico. E la qualità della vita dei cittadini». Settori dove Marino ha messo la faccia in prima persona «Sono i settori dove ci siamo mostrati alla corda. Come nelle politiche educative. Dobbiamo dare alcuni segnali con i quali dimostriamo di aver compreso il malessere dei cittadini. Questo significa cambio di marcia». Torna di moda il «tutor» per Marino, un personaggio di alto profilo di marca Pd? «Il tema del vicesindaco è un tema politico che attiene al sindaco». Oggi Marino ha chiesto scusa, seppur a malincuore, sulla questione delle multe. Caso chiuso? «Glielo avevamo chiesto e lui ha detto cose molto diverse rispetto a qualche giorno fa. Cosa che ci ha consentito di chiudere questo caso». Il sindaco ha aspettato troppo, tre giorni, per andare a Tor Sapienza? «Il sindaco ha il dovere di stare nei luoghi dove accadono cose rilevanti. Doveva andarci già martedì mattina». Nemmeno l’assessore alle Periferie c’è andato. «C’è un assessore alle politiche sociali, che non mi risulta abbia ancora affrontato l’argomento».

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