«Riportare il Pd nell’alveo del centrosinistra», è la sintesi del messaggio che Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, in un’intervista rilasciata a Huffington Post , lancia ai compagni di partito Civati, Cuperlo, Fassina e ai bindiani per dar vita a un «coordinamento» tra quelli che di Renzi non contrastano il singolo provvedimento («non ha senso e non sarebbe corretto verso il partito»), ma tra chi si oppone alla strategia tout court. Che, aggiunge Boccia, «non si arrendono al pensiero unico che sta dominando larghissima parte del Pd. Non è allargando il perimetro a destra che si cambia una società che non funziona. O meglio, così lo fanno Merkel e Cameron, ma non è il verso che ci chiedono i nostri elettori». «Anche i bersaniani di fatto, dopo i Giovani turchi, sono entrati in maggioranza. Succede dopo i congressi», continua Boccia. «Accadde nel 2009 tra Bersani e il suo sfidante Franceschini. Succede anche oggi tra Renzi e una parte del gruppo dirigente che aveva sostenuto Cuperlo e oggi prova a emarginarlo - spiega Boccia - Quello di Milano è l’ingresso dentro l’alveo della maggioranza renziana di quella parte del partito che aveva sostenuto Cuperlo alle primarie. Niente di nuovo nelle dinamiche interne di un partito. Basta ammetterlo».
L’appello di Boccia
«Coordinamento unico tra le minoranze del Pd»