Mi auguro che oggi, con il dibattito in Aula Giulio Cesare, si metta la parola fine alla vicenda delle multe alla Panda del sindaco Marino. Un pasticcio che è diventato occasione da parte del Pd per rivendicare una gestione diversa del potere e, soprattutto, un valzer di poltrone tra gli assessori. È ora di guardare avanti. Di trovare un’intesa politica e di concentrarsi sulle vere emergenze di Roma. Ce ne sono tante e in tutti i quartieri. C’è un traffico incredibile, poco decoro, Roma è sporca, mancano case e servizi, per non parlare delle tensioni sociali, in particolare con gli immigrati, che rischiano di diventare ingestibili, come è successo per Tor Sapienza. Il Campidoglio deve occuparsi con impegno e determinazione di questi temi e non di posti in giunta. Io stesso che ho dato il nome al «manuale» che distribuisce in modo proporzionale cariche tra correnti di partito posso dirlo con coerenza visto che quando c’era la Democrazia Cristiana gli incarichi si stabilivano sì «politicamente» ma venivano scelte le persone che avessero la competenza per risolvere i problemi. Mi ricordo ancora che un grande assessore al Traffico di Roma, Agostino Greggi, un giorno mi disse: «Io non sto in ufficio a rispondere alle richieste di raccomandazioni che mi arrivano ma sto per le strade per verificare qual è la situazione e come possiamo rendere la vita più semplice ai romani». Ecco, ricominciamo da qui. Il sindaco paghi le multe e non pensi alle poltrone.
La Panda e le poltrone
di Massimiliano Cencelli