Politica

Fabbri: «Gli scandali Pd ci danno una chance»

Il candidato della Lega

Spezzare il dominio del centrosinistra nella regione più «rossa» d’Italia. Un’impresa che ha spinto il centrodestra a usare un’arma non convenzionale, candidando in Emilia Romagna il leghista Alan Fabbri, già sindaco di Bondeno. A cinque giorni dal voto, complice una campagna elettorale fianco a fianco con il leader nazionale Matteo Salvini, il candidato del Carroccio sembra più ottimista che mai. Alan Fabbri, davvero spera di strappare l’Emilia ai Democratici? «In queste settimane abbiamo condotto una campagna molto legata al terrotorio. Abbiamo parlato con centinaia di persone e abbiamo percepito molto entusiasmo per la nostra proposta. Sappiamo benissimo che sarà molto difficile infrangere un tabù storico in Emilia Romagna, ma si respira un’aria diversa e qualche speranza c’è». Quanto l’hanno aiutata i «disastri» che ha combinato nelle ultime settimane il Pd emiliano? «Il crollo morale del sistema di potere targato Pd è innegabile. Qui abbiamo assistito alle vicende di consiglieri che hanno usato i soldi del gruppo regionale per comprare vibratori. Non dimentichiamo che in Emilia Romagna si vota adesso perché il presidente Errani si è dovuto dimettere in seguito a una condanna per una vicenda che riguardava milioni di euro. Se penso che a noi, in Piemonte, ci hanno massacrato per un paio di mutande... E invece di Errani si è parlato un paio di giorni e poi il sistema dei media ha occultato tutto». La presenza di Salvini al suo fianco è stata costante. Quanto influirà sul risultato del 23 novembre? «Intanto voglio ringraziare tutte le forze politiche che hanno deciso di candidare un sindaco, un amministratore locale, invece che un segretario di partito come ha fatto il Pd. In quanto a Matteo, ci ha dato una grossa mano calandosi perfettamente nei temi e nelle esigenze locali. Quando la gente lo vede in un mercato o in un bar lo accoglie benissimo, vuole stringergli la mano, persino in citta molto "rosse" come Reggio». Lo sa che si parla di sorpasso della Lega su Forza Italia? Quanto potrà pesare una circostanza del genere sulle dinamiche nazionali? «La Lega farà sicuramente un buon risultato. Su quelle che saranno le conseguenze a livello nazionale è meglio che siano gli altri a esprimersi. Per noi ora è fondamentale avere un candidato leghista in Emilia, una situazione che fino a qualche tempo fa era impensabile. In quanto agli avversari, non riesco a capacitarmi dell’atteggiamento del M5S. In questa campagna elettorale sono assolutamente non pervenuti». Vi danneggerà il mancato apparentamento con il Nuovo Centrodestra? «No, è stata una scelta naturale. Il Ncd, con le sue politiche sull’immigrazione, si è autoescluso dal centrodestra. Anche il risultato di queste elezioni dimostrerà l’inconsistenza di questo partito. Non so neanche se lo si possa chiamare così: in queste settimane non ho incontrato un solo loro militante». Pagherà la scelta di aver puntato quasi tutta la campagna elettorale sul tema immigrazione? «A fare la differenza sarà soprattutto il modo onesto in cui abbiamo affrontato il problema. Non si può permettere che il Comune di Bologna paghi l’elettricità ai campi nomadi mentre le vittime del terremoto sono ancora senza mezzi. A San Felice sul Panaro c’è una persona che vive da due anni in un camper ed è costretta a pagare la Tari. Ma l’immigrazione non è il nostro unico tema. Abbiamo parlato di lavoro, anche grazie alla proposta sulla Flat tax che Salvini presenterà a Milano il 13 dicembre. E di lotta alla criminalità. Se penso che a Brescello c’è un sindaco del Pd che ha definito un boss della ’ndrangheta una persona "gentile ed educata"...».

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