Politica

«Su Salvini il centrodestra rifletta. Cresce perché ascolta i cittadini»

Parla l’ex ministro Andrea Ronchi, fondatore del movimento «Insieme per l’Italia»

Andrea Ronchi, ex ministro per le Politiche Comunitarie di Fli, fondatore del movimento politico «Insieme per l’Italia», boccia senza appello l'operato del sindaco Marino.     Nel manifesto programmatico per Roma del suo movimento al primo posto c’è il tema della sicurezza. Perché nella Capitale la situazione è in costante peggioramento? «Perché da quando c'è questo sindaco il degrado e l'abbandono delle periferie sono diventate drammatiche realtà che peggiorano di ora in ora. Domani (oggi ndr) io e il senatore Aracri saremo a Tor Sapienza, invitati dai comitati di quartiere, per dare il nostro sostegno ai cittadini. Quello che sta accadendo lì è la testimonianza di come gli italiani siano diventati stranieri in patria, e questo è inaccettabile. Cittadini che subiscono violenze fisiche e psicologiche nell'indifferenza delle istituzioni e della politica».     Anche Alemanno fu attaccato su questo argomento. «La Giunta Alemanno fece molto sulla sicurezza, ad esempio con gli sgomberi dei campi nomadi al Casilino. Furono messe delle risorse, che Marino ha tolto, per il controllo di queste strutture. Alemanno cercò anche di monitorare e rendere vivibili i campi rom».     Salvini ha detto: «Tor Sapienza rappresenta il fallimento dello Stato, frutto della politica folle di una certa sinistra che permette tutto a tutti». Condivide? «Sì, noi lo stiamo dicendo da tempo. Gli italiani che protestano, perché chiedono di vivere in pace, vengono accusati di razzismo. Questa è la classica colpa di una sinistra irresponsabile che non comprende le ragioni dei cittadini, non li ascolta e si appella a un falso buonismo. Etichettando gli italiani come razzisti, non discutono e non affrontano il problema. Tor Sapienza è la punta di un iceberg, ma tutta la periferia romana è in queste condizioni. Marino è ormai l'emblema del degrado e dell'abbandono della città».     Come si esce da questa situazione? «Ad esempio rimettendo il reato di immigrazione clandestina, facendo dell'emergenza immigrazione nelle grandi città un problema nazionale, battendo i pugni con l'Europa, portando avanti un discorso di legalità. Entra chi può dimostrare di avere un reddito e un posto di lavoro. Il buonismo ha portato alle periferie in fiamme».     Quindi sottoscrive una delle tante accuse che vengono rivolte a Marino, quella di essersi dimenticato delle periferie? «Lui non ha la capacità di guidare la capitale, ha dimostrato insipienza politica, mancanza di qualsiasi strategia di sviluppo e di interlocuzione con lo Stato. Anche a livello nazionale si parla molto della legge elettorale ma i problemi degli italiani sono ben altri».     Che idea si è fatto del multa-gate? «Ha dimostrato tutta l'improvvisazione del sindaco che ha fatto una delle figure più squallide della storia della città. Roma non merita tutto questo, in un altro Paese si sarebbe già dimesso. Renzi dice che è un fatto locale, ma il governo della capitale non può essere un fatto locale e vorrei ricordare al premier che Marino non è uscito da un bussolotto, ma dalle primare del Pd. Di fronte a questo scempio Renzi non se la può cavare così».     Si è sparsa la voce di una sua possibile candidatura per il dopo Marino. È vero? «I nomi non contano, sono importanti i valori e un programma condiviso per liberare Roma da Marino, a prescindere dai giochi della politica. Serve una grande mobilitazione culturale e sociale, che parta dalla periferia e arrivi al centro, unendo la Roma della sussidarietà e dell'associazionismo. Abbiamo bisogno di un sindaco degno, espressione di un grande movimento culturale che parta dal basso. Marino ha ridotto questa città a una guerra tra poveri».     Ritiene che il centro-destra attuale, lacerato da mille polemiche, sarebbe in grado di riconquistare il Campidoglio? «No, perché ha perso capacità attrattiva, bisogna ridargli un'identità e trovare un programma comune per costruire un centrodestra vincente e unito, dalla Lega a Ncd, a patto che smetta di essere la stampella di Renzi. Si vuole sminuire Salvini, ma se cresce un punto al mese vuol dire che il cittadino di centrodestra trova nelle sue parole quel desiderio di sicurezza, legalità e lavoro. Il mio dogma è: l'Italia agli italiani che non è uno slogan ma una filosofia da cui derivano tutta una serie di politiche concrete».

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