Politica

«Non siamo i violenti. Con Salvini in periferia»

Dopo gli scontri a Tor Sapienza Iannone (CasaPound) respinge ogni accusa

«No. Non c’eravamo lunedì e martedì a Tor Sapienza. Non abbiamo partecipato agli incidenti. Ma ci andremo con Mario Borghezio per dare voce a chi non è stato ascoltato da nessuno». Il presidente di CasaPound Gianluca Iannone smentisce la presenza di simpatizzanti del suo movimento durante gli scontri tra residenti e polizia. Ma attacca duramente il modo in cui le «autorità» hanno gestito la faccenda.     Che sta succedendo nelle periferie della Capitale? «Qualcosa di "naturale", perché è normale che la situazione già difficile esploda con l’inserimento di agenti esterni. Nelle periferie non ci sono servizi, centri culturali, asili. E così noi aggiungiamo degrado al degrado».     Ma a Tor Sapienza c’erano solo 46 minorenni richiedenti asilo, ragazzi tra il 16 e i 17 anni. Che problema potevano creare? «Secondo alcuni studi approfonditi e attendibili, in realtà quelli che hanno diritto all’asilo sono dieci su cento».     Ma, in questo caso, anche gli agenti, i giornalisti e i cameramen sono stati aggrediti a bastonate e bersagliati con lancio di sassi. È giustificabile? «Noi ci siamo sempre schierati contro qualsiasi forma di violenza. Però qui c’è stata una prepotenza prevaricatrice da parte delle istituzioni. Perché il sindaco non è andato a Tor Sapienza? Il primo cittadino dovrebbe essere il primo presente sul posto in questi casi. Invece lui è distante anni luce dalle esigenze dei cittadini».     Avete partecipato agli scontri? «No, non eravamo presenti»     I giornali hanno scritto che c’erano simpatizzanti di Casa Pound. Non è vero? «Le dico che CasaPound non c’era. Ci saremo domani (oggi per chi legge ndr) con Borghezio».     Condanna quello che è successo? «Quello che è accaduto è sicuramente deplorevole, se vogliamo usare questo termine. Ma è stato ancora più deplorevole mettere lì quelle persone senza uno studio del territorio. E poi tutte le città sono in rivolta. Qualcuno si dovrebbe chiedere perché».     Perché? «Le rispondo con una domanda: perché i centri di accoglienza non vengono messi nel centro storico, sotto casa di Marino? Oppure sotto quelle di Floris e di Formigli? Mettiamoli lì e si vedrà se i punti di vista cambiano».     Colpa dell’informazione? «Anche voi giornalisti, invece di cercare l’uomo nero di turno e di parlare di razzismo e xenofobia, dovreste andare più a fondo».     In che senso? «Siamo d’accordo che la cosa non si risolve lanciando pietre. Ma allora qual è la soluzione? Per saperlo, bisogna cercare di capire perché queste persone lanciano sassi, perché scendono in piazza. Perché non ne possono più se si tratta solo di una quarantina di ragazzini inermi? Ci sarà un motivo o è stato un raptus di follia collettiva? Tutta Tor Sapienza è abitata da delinquenti?».     Le autorità non lo capiscono... «Da parte delle istituzioni c’è uno scollamento dalla realtà».     La soluzione? «Il blocco immediato di scelte scellerate, come Mare Nostrum, la creazione di filtri più severi ed efficaco per verificare chi ha il diritto d’asilo e chi no. Anche gli italiani immigrati negli Stati Uniti, arrivati ad Ellis Island, venivano messi in quarantena...».     Ma gli economisti dicono che gli immigrati ci servono, che fanno lavori rifiutati dagli italiani. «I governi sfruttano l’immigrazione come una risorsa: rappresenta mano d’opera a basso costo, tessere per i sindacati, finanziamenti pubblici per enti caritatevoli e onlus varie».     Accompagnerete Matteo Salvini a visitare Roma? «Certo. Dopo le elezioni in Emilia Romagna, il 24 novembre, l’accompagneremo a vedere le periferie e gli faremo toccare con mano gli mscempi della Giunta comunale».     Spesso vi accusano di essere fascisti. È vero? Siete fascisti? «Per me non è un’accusa, è un complimento. E comunque un dato di fatto. Rifiutiamo, però, le accuse di razzismo e xenofobia. Noi siamo al fianco di tutti i popoli che difendono la loro identità. Ma il fascismo per noi è un riferimento culturale e filosofico, quasi religioso, direi. Rappresenta quello che è stato il faro della civiltà nel Mediterraneo...».

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