Politica

Residenti senza più speranze

di Franco Pirina, Coordinamento Ponte di Nona

Caro direttore, quel che sta accadendo a Tor Sapienza è la spia di un disagio che contagia tutte le periferie dimenticate della Capitale. LoStato ci ha abbandonato, il Comune non fa nulla, la sicurezza, mi creda, non è più garantita. La gente ha paura, uscire di casa è un problema, e più d’uno ha iniziato a farsi giustizia da solo. In questo clima da banlieu parigina oltre 50 comitati di altrettanti quartieri romani hanno aderito alla nostra iniziativa di protesta per urlare la rabbia in una atmosfera democratica e composta. L’esasperazione è quella di chi si sente espropriato di ogni diritto a fronte di una tolleranza garantita a chi non rispetta le regole. Col tempo si è voluto caricare le periferie di problematiche che si sono sommate a quelle esistenti, infischiandosene delle risposte da anni invocate. La risposta delloStato è arrivata con l’imposizione della convivenza con i campi nomadi, prima autorizzati, ora quasi tutti abusivi e fuori controllo, bombe delinquenziali a orologeria, regno della più spavalda illegalità, roghi e fumi nocivi, droga. Con l’invasione degli immigrati, per la maggior parte clandestini (non profughi come si vuole far credere).Col dilagare della criminalità. Era scontato che la gente perbene reagisse al menefreghismo delle Istituzioni. Noi scendiamo in piazza, sperando che non sia troppo tardi.

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