Politica

«No alla riduzione dell’assegno previdenziale»

L'andamento negativo del Pil negli ultimi cinque anni non può tradursi in una riduzione delle future pensioni calcolate in base al metodo contributivo. È quanto sostiene il commissario straordinario...

L'andamento negativo del Pil negli ultimi cinque anni non può tradursi in una riduzione delle future pensioni calcolate in base al metodo contributivo. È quanto sostiene il commissario straordinario dell'Inps, Tiziano Treu. L'ex ministro del Lavoro che ieri ha avuto un’audizione in Senato, ha chiarito che l'andamento del Pil influenza le pensioni in termini di rivalutazione ma non può tradursi in una svalutazione. «La nostra opinione - ha affermato Treu - conferma la lettera e lo spirito della legge è di rivalutare e non svalutare le pensioni. Oltre tutto - ha aggiunto - anche la Corte Costituzionale, in un altro caso, ha detto che non è concepibile una perdita sul capitale accumulato. E anche il ministro del Lavoro - ha concluso Treu - mi sembra d'accordo». Riguardo al problema delle risorse, Treu ha spiegato che «oggi non c'è una questione di soldi, nal caso riguarderà il futuro». Secondo Treu, la norma non richiede correttivi legislativi visto che si tratta di una interpretazione di una misura vigente. Comunque ci sono varie proposte come quella del presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, secondo il quale si dovrebbe allungare da 5 a 10 anni il periodo di calcolo del Pil sulla base del quale viene fissata la percentuale di rivalutazione.

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