Dopo 90 minuti di faccia a faccia tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi l'accordo sull'Italicum è ancora a metà. Se il Patto del Nazareno è solido, ci tengono a ribadire in una nota congiunta, l'intesa sulla riforma elettorale ancora non c'è: manca l'accordo su premio di lista e sbarramento. L'Italia ha bisogno di un sistema istituzionale che garantisca governabilità, un vincitore certo la sera delle elezioni, il superamento del bicameralismo perfetto, e il rispetto tra forze politiche che si confrontino in modo civile, senza odio di parte". Inizia così il comunicato congiunto Pd-FI diffuso al termine dell'incontro tra il premier e il leader di Forza Italia, accompagnati dai rispettivi "sherpa", a Palazzo Chigi, sul tema della riforma elettorale. "Queste sono le ragioni - si ricorda - per cui Partito Democratico e Forza Italia hanno condiviso un percorso difficile, ma significativo, a partire dal 18 gennaio scorso con l'incontro del Nazareno". Si parla di legge elettorale ma c'è una frase che va oltre le tecnicalità, certo non secondarie su un terreno minato come questo. Una frase di questa sorta di riedizione del preambolo che dà la cornice generale nella quale collocare il rapporto tra i due "strani non alleati". Se solo venerdì scorso Matteo Renzi segnalava che il Patto del Nazareno "scricchiola", nella nota congiunta Pd-FI si assicura che "l'impianto di questo accordo è oggi più solido che mai". Cosa cementi questa intesa, e qui si entra, appunto, nel tecnico, è "la comune volonta' di alzare al 40% la soglia dell'Italicum, e dall'introduzione delle preferenze dopo il capolista bloccato nei 100 collegi". "Le differenze registrate sulla soglia minima di ingresso e sulla attribuzione del premio di maggioranza alla lista, anziché alla coalizione, non impediscono di considerare positivo il lavoro fin qui svolto e di concludere i lavori in Aula al Senato dell'Italicum entro il mese di dicembre e della riforma costituzionale entro gennaio 2015", è invece l'indicazione di percorso. "Questa legislatura che dovrà proseguire fino alla scadenza naturale del 2018 - è un'altra importante considerazione di scenario messa nero su bianco dai principali partiti di maggioranza e di opposizione - costituisce una grande opportunita' per modernizzare l'Italia". "Anche su fronti opposti, maggioranza e opposizioni potranno lavorare insieme nell'interesse del Paese e - si rimarca ancora in modo significativo, e magari guardando a altre forze che proprio di recente hanno provato intese 'puntuali' con il Pd - nel rispetto condiviso di tutte le Istituzioni". Iter riforma al via in commissione. La Commissione Affari costituzionali del Senato ha votato il calendario relativo all'esame del ddl di riforma della legge elettorale, che inizierà il suo iter martedì 18 novembre. Il calendario, sul quale sono registrati 21 voti a favore di tutti i gruppi e l'astensione del Movimento 5 stelle, prevede che si cominci con la relazione di Anna Finocchiaro, presidente della Commissione e relatrice, e che poi si proceda con alcune audizioni di costituzionalisti e, secondo alcune proposte, anche di alcuni ex giudici della Corte Costituzionale.
Vertice Berlusconi-Renzi, incontro per non decidere nulla
Riunione lampo a Palazzo Chigi tra il premier e il leader di Forza Italia. "Patto Nazareno solido" ma sull'Italicum non c'è l'intesa su premio di lista e sbarramento LEGGI ANCHE Ultimatum di Matteo Silvio riprende FI
