Ignazio Marino è il primo cittadino di Roma e in questa veste dovrebbe essere il primo a dare l’esempio sul misterioso permesso Ztl, a fugare ogni dubbio sulle multe non pagate, a chiedere scusa per aver gridato al «complotto» ingannando con un video i cittadini e con una denuncia i carabinieri. Se fino a prova contraria nessuno può mettere in dubbio la parola del sindaco sulla scomparsa delle 8 multe alla sua Panda rossa, nessuno, nemmeno l’interessato, può lanciare accuse (smentite clamorosamente ieri) senza esercitare la dovuta cautela. Capiamo il nervosismo per essersi circondato di una «squadra» di incapaci che non l’ha aiutato nel momento del bisogno. Capiamo anche che ha reagito d’istinto per allontanare da se accuse infamanti. Ma un errore lo ha commesso. Sarebbe bastato dire «alt, signori. Non muovetevi. Se ci sono multe, anche non dovute, datemele che vado a mettermi in fila per pagarle. Poi si vedrà». Ma così non è andata. E alcuni passaggi sotto le telecamere della Ztl si sono trasformati in una spy story con risvolti gravi e tragicomici. Ecco perché all’interno gli rivolgiamo 10 domande sperando che risponda presto ai suoi concittadini che pagano le tasse. E anche le multe.
Contravvenzione d’incapace
di Matteo Vincenzoni e Susanna Novelli