In 600 in piazza per dire basta ai roghi notturni che stanno rendendo la vita impossibile a chi vive a ridosso del campo nomadi. È accaduto ieri a Villalba di Guidonia, alle porte di Roma. Da mesi i cittadini chiedono l’intervento delle istituzioni con un solo obiettivo: riuscire ad uscire di casa senza avere l’incubo di non poter respirare, a causa degli incendi che ogni sera vengono appiccati nella baraccopoli di «Stacchini», dove vivono 461 persone, il 18% delle quali sono minorenni. I roghi tossici sono all’ordine del giorno anche nel cuore della Capitale. Un’inchiesta de Il Tempo, questa estate, ha scovato ben 101 insediamenti abusivi in tutto il territorio cittadino, i cui abitanti sopravvivono grazie a furti di rame, riciclaggio alla buona e piccoli commerci del rubato. Ma anche gli 8 villaggi attrezzati e i 10 «tollerati», abitati da circa 8.000 persone, danno i loro problemi. L’emergenza rom è alimentata da un business che vale 24 milioni di euro l’anno di soldi pubblici, a vantaggio di cooperative, operatori e soggetti economici vari. Nel 2013, soltanto i programmi per l’integrazione sono costati 16 milioni di euro, e per il 2014 il Comune di Roma ha incrementato ulteriormente il fondo. Ad oggi, secondo le stime, sono coinvolti 35 enti fra pubblici e privati e risultano più di 400 i soggetti individuali impiegati all’interno dell’indotto. Di solito, tra l’altro, le coop lavorano per affidamento diretto, senza bandi pubblici. Questi soldi, in teoria, servono per una progressiva emancipazione dei rom, che dopo un percorso al massimo quinquennale dovrebbero abbandonare i campi ed essere autosufficienti. Ma queste costose politiche di integrazione si sono dimostrate sin qui fallimentari. Gli scuolabus comunali partono vuoti dai campi, mentre sulle due linee cittadine del metrò bande di ragazzine scippatrici (sempre le stesse) seminano il terrore fra i passeggeri. E in questo modo sono stati bruciati anche i 30 milioni di euro concessi nel 2010 dal Governo Berlusconi. Nell’ultimo blitz dei vigili al campo Salviati (fra i più problematici della Capitale), gli agenti hanno trovato ben 10 famiglie proprietarie di conti correnti superiori a 50mila euro e una vera e propria fonderia abusiva.
Mantenere gli zingari ci costa 24 milioni
Ieri corteo per dire basta agli incendi
