Politica

Ci mancava la Panda del fango

di Matteo Vincenzoni

Chi l’avrebbe detto! Marino, sindaco a pedali, tradito da una Panda rossa. Poco inquinante ma così diversamente sostenibile dalla sua fiammante bicicletta bianca. Mai quattro ruote furono più fotografate, cercate, nascoste, ricercate e parcheggiate. Manca solo l’hasthag (#cacciaapandarossa), neanche fosse uno sfuggente sottoMarino nucleare sovietico. E dal parcheggio abusivo al Senato eccoci all’intrigo internazionale. La storia si fa coinvolgente. I telefoni della redazione esplodono. I lettori vogliono esserci. Chiunque segnala l’avvistamento del suo cofano fiammante. E alla fine entra in gioco pure il controspionaggio. Marino è allo stremo. Stormi di gufi appollaiati sul palazzo senatorio vogliono una risposta al multe-gate (gate, in italiano cancello, varco. In romano, Ztl). Alla fine il sindaco si fa riprendere in video e denuncia la macchina del fango collegata alla manomissione di "file" poco top secret, il taroccamento dei dati sulle multe, la sparizione del suo permesso. Un complotto in piena regola. Caro sindaco butta ’sta Panda. Hai voluto la bicicletta, e pedala.

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