Politica

Panda rossa, il giallo delle multe a Marino

Sindaco senza Ztl. Chi ha cancellato i verbali?

La Panda rossa del sindaco di Roma, Ignazio Marino, si tinge di giallo e finisce "parcheggiata" all’ufficio Multe. La voce che al primo cittadino sarebbero state cancellate contravvenzioni è corsa veloce da un capo all’altro della Capitale. Si è mormorato addirittura di un suo clamoroso colpo di scena proprio a causa di quella piccola utilitaria lasciata per mesi sui posti auto del Senato e che tanto ha fatto parlare e scrivere di se. La questione, insomma, ieri s’è fatta seria. Del resto, dopo i vertiginosi aumenti dei permessi per il centro storico e delle strisce blu, era stato già difficile, per i romani, digerire quel privilegio secondo cui il sindaco ha diritto, gratuitamente, al permesso Ztl e a un parcheggio riservato del Senato. Così, ieri, il "rosso-Panda" si è acceso d’indignazione per poi ripassare al giallo-dubbio con la versione dell’Ufficio Contravvenzione. Di certo è rimasto solo quel buco di due mesi nel permesso Ztl, dal 24 giugno (data di scadenza) fino al rinnovo del 21 agosto, tutt’ora visibile sul parabrezza della piccola utilitaria, durante il quale sarebbero state elevate le sanzioni. Più precisamente, la Panda sarebbe stata "pizzicata" tra il 26 giugno e il 25 luglio dalle telecamere di Roma per la Mobilità. Otto passaggi, otto multe da 80 euro l’una, finite nel cervellone dell’ufficio contravvenzioni di Roma Capitale. Almeno fino a lunedì scorso, le contravvenzioni non sarebbero però state notificate. Tempi troppo lunghi per il senatore Ncd, Andrea Augello, che proprio il 5 novembre ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per saperne di più. Secondo Augello, le contravvenzioni sarebbero state «sospese con un codice di solito utilizzato in caso di ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace - precisando che - sembra tuttavia improbabile che il sindaco di Roma possa aver presentato un ricorso, ponendosi così in una posizione di incompatibilità con il suo mandato, secondo previsto dall’art...» ecc. ecc. Il dubbio, del senatore, è che qualcuno possa aver «bloccato d’ufficio le multe sanando i due mesi di mancato rinnovo del permesso come se si trattasse di un errore del Comune e non di una ritardata richiesta del titolo da parte del beneficiario (Marino, ndr)». In poche parole sapere se qualcuno le abbia "imboscate" di proposito. Dall’ufficio contravvenzioni spiegano: il "buco" nel permesso dell’auto del sindaco è stato generato dal mancato aggiornamento dell’autorizzazione per la Ztl, che in automatico doveva essere rinnovata di un anno fino al 24 giugno del 2015. Se c’è un errore di questo tipo - spiegano ancora - sempre in automatico, il "cervellone" trasferisce in una speciale lista d’attesa, trasformandoli in ricorsi alla prefettura. Il "cervellone", insomma, è così sveglio da rilevare i suoi stessi errori. Ma la prefettura, interpellata, replica: qui non è arrivato nessun ricorso. Sarà. Fatto sta che l’ufficio Multe del Comune avrebbe già redatto un dossier in grado di sciogliere ogni dubbio sulla condotta del primo cittadino.

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