La Regione Lazio vara il giro di vite sui vitalizi, l’assegno mensile appannaggio degli ex consiglieri regionali e, per gentile concessione dell’allora governatrice Renata Polverini, anche agli ex assessori. Lo scorso 10 ottobre la conferenza dei presidenti dei Consigli regionali d’Italia aveva varato le linee guida per riformare il vitalizio. L’assegno varia da 2.300 a 6.000 euro netti al mese a seconda dell’azianità di servizio degli ex consiglieri che lo percepisce per tutta la vita. Nel Lazio sono 272 i politici cessati dal mandato che lo percepiscono, per un costo complessivo di circa 20 milioni di euro l’anno. L’attuale normativa prevede che l’ex consigliere cominci a percepire il vitalizio a partire dal cinquantacinquesimo anno d’eta, ma può avere l’assegno anche prima, a cinquant’anni, ma con una decurtazione del 5% per ogni anno di anticipo. In quest’ipotesi, però, ogni anno il vitalizio cresce del 5% rivalutato attraverso l’indicizzazione Istat, fino al raggiungimento della soglia massima quando l’ex consigliere compie 55 anni. Alla Pisana è da un anno che si studia la riforma dei vitalizi, ma dopo l’assemblea dei presidenti dei Consigli regionali dell’ottobre scorso si è registrata una decisa accelerazione. All’Ufficio di Presidenza - presieduto da Daniele Leodori (Pd) e di cui fanno parte i vicepresidenti Massimiliano Valeriani (Pd), Francesco Storace (La Destra) e i consiglieri segretari Gianluca Quadrana (Lista Civica Zingaretti), Teresa Pentrangolini (eletta nel listino, del gruppo Per il Lazio) e Giuseppe Pino Simeone (FI) - sono pervenute sinora cinque proposte di modifica. La prima presentata da Storace, la seconda dal MoVimento 5 Stelle. Negli ultimi dieci giorni sono poi arrivati tre nuovi testi: uno sempre di Storace, uno di Fabrizio Santori (FI) e uno della Petrangolini. A rompere gli indugi è stata ieri proprio quest’ultima che rivela la presentazione della propria proposta di legge ma anche una delle ipotesi di lavoro su cui sta lavorando l’Udp. La Petrangolini è l’unica firmataria del suo gruppo, ma spiega: «Non penso di essere l’unica depositaria di quello che bisogna fare sui vitalizi ma ho ritenuto che nella discussione generale sul tema una ipotesi più avanzata su come affrontare la questione fungesse da sponda per la maggioranza per prendere decisioni. Insomma, l’ho fatto per dare un parametro limite. Io sono pronta a discutere, lavoro con la maggioranza per una proposta condivisa, non è la mia una voglia di protagonismo, perché la maggioranza deve portare avanti una proposta e l’opposizione trovarsi il più possibile in sintonia». La Petrangolini esce allo scoperto mentre l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio sta lavorando a una proposta condivisa per armonizzare le cinque proposte pervenute e presentare la legge di riforma alla conferenza dei capigruppo già la prossima settimana. Storace polemizza: «La Petrangolini è diventata la portavoce dell’Ufficio di Presidenza». Ma la fuga in avanti viene stigmatizzata anche dal presidente Leodori. Secondo quanto rivelato dalla Petrangolini, lo schema di massima prevede, per coloro che hanno diritto al vitalizio ma ancora non lo percepiscono, l’innalzamento del limite a 65 anni, con la facoltà di percepirlo prima - a 60 anni - solo per coloro che hanno alle spalle due legislature e sempre con la decurtazione del 5% l’anno. Per coloro che già percepiscono il vitalizio - si tratta di circa 260 ex consiglieri - si parla di un contributo di solidarietà per tre anni ad aliquote variabili (quattro gli scaglioni: 8%, 10%, 13%, 17%) a seconda dell’importo mensile dell’assegno. Una progressività - come previsto dalla legge - limitata nel tempo che dovrebbe mettere al riparto la Regione da eventuali ricorsi. Per coloro che cumulano i vitalizi (ex consiglieri che percepiscono l’assegno anche dal Parlamento europeo, dalla Camera o dal Senato) l’aliquota del contributo di solidarietà verrà maggiorata del 40%. Per tutti verrà eliminato anche l’adeguamento annuale in base all’indice Istat. Per i condannati in via definitiva, invece, è in corso un approfondimento giuridico. La manovra, nel suo complesso, dovrebbe portare a un risparmio di circa 5 milioni l’anno per tre anni, cioè 15 milioni.
Pacchia finita per gli ex consiglieri
Al Consiglio regionale del Lazio pronta la riforma dell’assegno vitalizio. Limite d’età a 65 anni. Contributo di solidarietà per chi già lo prende
