Politica

«Sono in arrivo violenze mai viste prima»

L’allarme di Napolitano: «Attenzione ai nuovi estremismi e nuovi fanatismi»

Sceglie il 4 novembre, giorno dell’Unità nazionale e giornata delle Forze armate, per lanciare l’allarme. Giorgio Napolitano avverte: «Vi è il rischio che, sotto la spinta esterna dell’estremismo e quella interna dell’antagonismo, e sull’onda di contrapposizioni ideologiche pure così datate e insostenibili, prendano corpo nelle nostre società rotture e violenze di intensità forse mai vista prima». Il presidente della Repubblica, poco dopo, si spinge oltre: «Si vanno affermando nuove e aggressive forme di estremismo e di fanatismo», che rischiano di «insediarsi» in Italia «infiltrandone progressivamente la società: questa è una minaccia reale, anche militare che le nostre forze armate devono essere pronte a contrastare e prima di tutto a prevenire, insieme all’Unione europea e alla Nato». Le difficoltà della Nato e, più in generale, dell’Europa e dell’Occidente di fronte alle crisi internazionali «riflettono una perdita di leadership politica in seno alla comunità internazionale», sostiene il Capo dello Stato. «C’è una divaricazione tra chi ritiene di perseguire il necessario livello di efficienza dello strumento militare» e chi all’opposto vive una «ricorrente pressione per una riduzione quasi "di principio" di quell’impegno e dei suoi costi - rileva il presidente della Repubblica - si sono di recente levate, in particolare in seno alla Nato, voci critiche per la tendenza in diversi Stati membri a una riduzione della spesa militare, mentre l'aggravarsi del quadro delle relazioni internazionali avrebbe dovuto spingere in senso opposto. Ebbene penso che da parte di ogni Paese membro della Nato si debba essere seri nel prendere decisioni che non possono mai avallare visioni ingenue, non realistiche, di perdita di importanza dello strumento militare». Ma Napolitano ritiene anche che queste difficoltà dell’Europa e dell’Occidente dinanzi alle situazioni di crisi «non abbiano come causa principale un insufficiente investimento» nel settore della difesa «ma riflettano soprattutto una perdita di leadership politica in seno alla comunità internazionale. Varrà la pena, credo, di discuterne», aggiunge. La stabilizzazione si basa sull’affermazione dello stato di diritto e del rispetto di regole e principi fondamentali, sottolinea ancora il presidente della Repubblica: «Nell’era della globalizzazione la conflittualità è alimentata da ogni estremismo che rifiuta il dialogo e la ragione ed è alimentata da situazioni di profonda disuguaglianza - spiega il Capo dello Stato - bisogna dunque in primo luogo misurarsi con problemi di giustizia, ovvero di garanzia del rispetto delle regole e dei principi fondanti della convivenza umana, solo su queste basi potranno svilupparsi strategie di stabilizzazione che approdino a una affermazione crescente dei principi dello stato di diritto, nel rispetto reciproco e nel dialogo operoso tra ispirazioni e concezioni diverse». Infine Giorgio Napolitano ha incontrato Martina Giangrande, figlia del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande, ferito il 28 aprile 2013 (giorno dell’insediamento del governo Letta) nei pressi di palazzo Chigi, alla quale ha conferito «motu proprio» l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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