E questo lo dobbiamo anche ad alcuni video scovati da Il Tempo, l’ultimo reso noto ieri dove il «simbolo del pestaggio di Stato», un sindacalista anconetano della Fiom, s’è scoperto esser crollato a terra per un cazzotto in faccia tirato da un manifestante e non da un celerino. Domanda: se non ci fosse stato quel video, cosa sarebbe successo? Cosa avrebbero continuato a dire giornalisti e politicanti da strapazzo? Ecco perché black bloc, cronisti militanti e politici col paraocchi hanno il terrore delle telecamere sui caschi della polizia. Quel che è grave che di fronte alla verità in video Landini ieri abbia evitato di rispondere alle domande de Il Tempo preferendo negare l’evidenza, e stravolgere ancora la verità, in tv dall’Annunziata. Poi c’è il caso Cucchi, che ha fatto registrare una valanga di polemiche difronte all’assoluzione, anche in appello, degli imputati. Massimo rispetto per la vittima e per i suoi familiari, massimo disprezzo invece per chi fa politica e strumentalizza queste disgrazie ignorando fatti e sentenze. Si vuole forse un colpevole a tutti i costi? Benissimo, lo si dica. Ma al contempo si dica ad esempio la verità sulle famose foto choc di Stefano Cucchi che la dottoressa Bruno dell’ospedale Pertini ha spiegato esser state scattate dopo l’autopsia, e non prima, con quel che ne consegue per l’immagine del corpo martoriato. È uno strano Paese il nostro, dove qualcuno pensa che Caino abbia più diritti di Abele, che le sentenze dei tribunali vanno bene finché mettono alla gogna i «cattivi» poliziotti, ma sono da denunciare se condannano i cattivi ragazzi. Uno strano Paese dove qualcuno pensa o sogna ancora i tribunali del popolo, utilizzando in maniera furba e strumentale il potere dei media.* * Segretario nazionale Sap
Noi sempre colpevoli
E questo lo dobbiamo anche ad alcuni video scovati da Il Tempo, l’ultimo reso noto ieri dove il «simbolo del pestaggio di Stato», un sindacalista anconetano della Fiom, s’è scoperto esser crollato a...