«Davanti al rischio di vedere il Pd veneto spaccarsi intorno a questa scelta, ho deciso di rompere gli indugi e chiedere alla direzione regionale di indire le primarie e fissare una data che sia entro la fine di novembre». Lo annuncia Alessandra Moretti, diventata nel 2013 deputata del Pd (in quota Bersani) e poi nel 2014 europarlamentare (scelta come capolista da Renzi): ora l’esponente democratica pensa già a scalare una nuova poltrona per il 2015. «Sento la necessità forte di entrare subito nel vivo della competizione - afferma Moretti -, perché siamo davanti a un’occasione storica e bisogna fare presto. Non ci sono qui in gioco le carriere e i destini politici personali, ma c’è solo il Veneto, una terra che necessita ora come non mai di azioni efficaci e concrete, e quindi non dobbiamo perdere un solo altro minuto. Questa è una partita fondamentale per tutto il Pd e la vinceremo. Auspico che queste primarie rappresentino l’opportunità per un vero superamento delle logiche di corrente: anche in questo caso tattiche, strategie sterili e giochi di appartenenza politica rischiano di mettere in pericolo il raggiungimento del nostro obiettivo che è solo quello di riprenderci il Veneto. Il Pd dev’essere più che mai forte e compatto: non possiamo permetterci dissidi interni in questo frangente delicato». «Ho ricevuto la chiamata del segretario regionale De Menech che mi ha chiesto la disponibilità a scendere in campo e inoltre devo tener conto dei molteplici appelli in tal senso che mi sono giunti in questi giorni anche da Roma, dal Pd nazionale, dagli amministratori e dai politici locali, così come dai circoli veneti. Mi chiedono tutti di esserci e sento dunque il dovere di assumere questa responsabilità: non mi sono mai tirata indietro, nella mia storia politica, e non lo farò di certo questa volta in cui c’è in ballo il futuro della mia terra», conclude Moretti. Pochi giorni fa aveva detto: «Io sono sempre stata a disposizione e adesso sto svolgendo un ruolo delicato e quindi ritengo che sia il partito che debba decidere la strada da seguire». Ma proprio ieri Repubblica aveva dato conto di alcune indiscrezioni secondo cui il Pd sembrerebbe intenzionato ad abbandonare le primarie e tornare a calare candidati dall’alto. Soprattutto in Veneto.
E la Moretti sogna la terza poltrona in tre anni
