«Giggino ’o flop» torna in municipio. Il Tar della Campania ha infatti sospeso il provvedimento del prefetto di Napoli Francesco Antonio Musolino che, in ottemperanza alla legge Severino, aveva sospeso il sindaco di Napoli Luigi de Magistris dalle sue funzioni. Il ricorso dell’ex pm è stato inviato alla Corte costituzionale per questioni di legittimità rispetto a due articoli. De Magistrs può tornare sindaco a tutti gli effetti. La prima sezione del Tar presieduta da Cesare Mastrocola ha accolto il ricorso presentato da Luigi de Magistris contro il provvedimento emesso il primo ottobre scorso dal prefetto di Napoli per la sospensione da sindaco in seguito alla condanna per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta Why Not. Il Tar ha deciso di inviare gli atti alla Consulta «per non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 10 e 11 del decreto legislativo 235». Con il provvedimento i giudici amministrativi sospendono l’efficacia del provvedimento del prefetto fino alla Camera di Consiglio successiva alla decisione della Consulta. Nel frattempo Luigi de Magistris può riprendere le sue funzioni. «La sospensione, secondo il Tar, non ha un’efficacia retroattiva e ha una valenza sanzionatoria e come tale contrasta con quelli che sono i principi della Costituzione. Su questo dovrà pronunciarsi la Corte», spiega l’avvocato Giuseppe Russo, che ha rappresentato in giudizio il sindaco de Magistris. La decisione del collegio in 28 pagine ha motivato l’accoglimento del ricorso dell’ex pm, parzialmente accolto. I motivi presentati dalla difesa di de Magistris erano sette, tutti incentrati sulla legge Severino. Il giudice amministrativo ha accolto le «censure» riferite agli articoli 10 e 11 della legge, sulla incandidabilità di un sindaco condannato in via definitiva, che non è de Magistris. Nel provvedimento di rinvio, il Tar rileva che «anche per l’assenza di una norma transitoria, non è possibile in via interpretativa al giudice del merito risolvere la questione della legittimità costituzionale del superamento del limite costituito dal divieto di retroattività della legge anche nell’ipotesi in cui la sospensione dalla carica sia prevista in caso di condanna non definitiva». «Il Collegio ritiene necessario sottoporre alla Corte Costituzionale - si legge nel dispositivo - questione incidentale di legittimità costituzionale, rilevante ai fini della definizione del giudizio». E conclude: «Il giudizio è sospeso fino alla definizione dell’incidente di costituzionalità». E in caso di illeggittimità anche Berlusconi potrebbe tornare in Senato. De Magistris nel frattempo canta vittoria. «Sono molto emozionato, perché dalle istituzioni mi viene riconosciuto il diritto costituzionale a fare il sindaco e sarò ancor di più sindaco di strada - dice l’ex pm - Se Dio vuole sarò al primo consiglio della Città metropolitana (lunedì ndr.)». «Questa vicenda - aggiunge - mi ha restituito fiducia in una parte delle istituzioni e ho conosciuto, da sindaco di strada, la Napoli che non molla anche quando soffia un vento contrario. C’era un vento sfavorevole - dice - soffiato da persone che non mi volevano bene, ma io andrò avanti sempre in direzione ostinata e contraria». Citando De André, si rivolge al «sistema politico-affaristico che ha cercato di mettere le unghie addosso. Non vedevo l’ora di riprendermi le mie funzioni. Ora saranno gli elettori, nel 2016 a decidere. Vorrei arrivare fino alla fine. Non si può rimuovere un sindaco con un’operazione poco chiara. Questa ferita è stata parzialmente sanata dalle stesse istituzioni».
De Magistris torna sindaco. Anche il Cav spera
Il Tar della Campania accoglie il ricorso dell’ex pm contro la sospensione dopo la condanna L'INTERVISTA Scopelliti: «Io non faccio ricorso ai giudici»
