Guai in vista per l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti. È indagato per corruzione dal tribunale di Milano in relazione a una presunta tangente da 2,4 milioni di euro che avrebbe intascato nel 2009 da Finmeccanica quando era al governo guidato da Silvio Berlusconi. La notizia, anticipata dal Corriere della Sera, ha trovato conferma negli ambienti giudiziari. La mazzetta sarebbe stata veicolata dietro lo schermo di una parcella professionale liquidata da Finmeccanica a saldo di un'apparente consulenza fiscale allo studio tributaristico Vitali Romagnoli Piccardi & Associati, che Tremonti ha fondato e che aveva lasciato una volta assunto l'incarico di ministro. In realtà, il denaro sarebbe servito per convincere Tremonti a dare il via libera all'acquisto della società americana Drs da parte del gruppo Finmeccanica, controllato dal Tesoro. Oltre all'ex Ministro, i pm Roberto Pellicano e Giovanni Polizzi indagano per corruzione altre tre persone: uno dei suoi commercialisti di studio, Enrico Vitali; l'ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini; l'ex direttore finanziario di Finmeccanica Alessandro Pansa. La difesa dell'ex ministro. I pm di Milano Roberto Pellicano e Giovanni Polizzi hanno trasmesso al tribunale dei ministri di Milano gli atti relativi alla posizione dell'ex ministro in relazione all'inchiesta che lo vede indagato per corruzione. Intanto l'ex ministro si difende in una nota: "Ben prima di entrare nel governo, insediatosi venerdì 8 maggio 2008, mi sono cancellato dall'ordine degli avvocati e sono uscito dallo studio in base ad atto notarile e perizia contabile. Ci sono rientrato solo nel 2012, un anno dopo la fine del governo, come prescrive la legge. Nel durante ho interrotto tutti i rapporti con lo studio". "L'operazione Drs-Finmeccanica - prosegue - ha interessato e coinvolto la politica industriale e militare di due Stati. Come risulta dai documenti Sec e Consob, l'operazione è iniziata nell'ottobre 2007 ed è stata conclusa lunedì 12 maggio 2008. Anche seguendo il calendario, si può dunque verificare che, per la sua dinamica irreversibile e per la sua natura internazionale, l'operazione non era da parte mia né influenzabile, né modificabile, né strumentalizzabile. In questi termini, non ho mai chiesto o sollecitato nulla e in nessun modo da Finmeccanica», si legge nella nota, sottolineando che «anche per questo, come sempre, ho assoluta fiducia nella giustizia".
Tremonti indagato per tangenti
Avrebbe intascato 2,4 milioni di euro sotto forma di una parcella professionale liquidata da Finmeccanica a saldo di un'apparente consulenza
