Politica

Rabbia Fiom, sciopero generale a novembre

Dopo gli scontri a Roma, i metalmeccanici vanno avanti nella battaglia contro il governo. Due manifestazioni nazionali il prossimo mese contro il Jobs Act. Assemblee e scioperi nel territorio. Camusso: "Allargare la mobilitazione"

Non sono bastate le parole di Alfano in Senato, dove il ministro dell'Interno ha riferito sugli scontri a Roma durante la manifestazione dei lavoratori dell'Ast di Terni, né l'incontro con il presidente del Consiglio e il ministro dello Sviluppo Federica Guidi durante il quale il governo ha assicurato verifiche per accertare le responsabilità di quanto accaduto. La Fiom va allo sciopero generale. “Il Comitato Centrale della Fiom ha proclamato 8 ore di sciopero generale dei metalmeccanici da svolgersi nel mese di novembre a sostegno e in preparazione dello sciopero generale di tutte le categorie, per contrastare le misure contenute nel jobs act e per rivendicare scelte diverse di politica economica e industriale”, come si legge nel documento finale approvato dal parlamentino del sindacato. Il clima è ormai rovente, e la Fiom è in agitazione. Il comitato centrale ha anche dato mandato alla segreteria nazionale di articolare lo sciopero generale della categoria in almeno due grandi manifestazioni nazionali da svolgersi indicativamente il 14 novembre a Milano e il 21 novembre a Napoli; e ha dato indicazione di realizzare "fermate e assemblee in tutti i luoghi di lavoro e iniziative sul territorio", a partire dalla giornata di domani. Ma già fioccano le iniziative di solidarietà per gli operai colpiti durante lo scontro con i poliziotti in piazza Indipendenza. Numerose le iniziative in Toscana: scioperi e presidi a Firenze, Lucca, Massa, Siena. Fermate e scioperi spontanei oggi anche in numerose fabbriche metalmeccaniche torinesi. Domani i metalmeccanici genovesi scioperano in solidarietà con i lavoratori della Thyssen Krupp. "Rispondiamo con la mobilitazione all'aggressione contro i lavoratori che manifestavano pacificamente per difendere la fabbrica e il posto di lavoro e alle falsità contenute nel comunicato della Questura di Roma che cerca di addossare la colpa ai lavoratori", si afferma nel documento. Alla versione della Questura ha fatto riferimento anche Angelino Alfano quando ha spiegato che, per una voce colta da alcuni funzionari di polizia “era subentrato il timore che i manifestanti potessero dirigersi verso la stazione Termini. Al corteo è stato inutilmente imposto l'alt, e inevitabilmente è avvenuto un contatto fisico che ha portato al ferimento di quattro lavoratori e di quattro agenti delle forze dell'ordine”. Il segretario Fiom Maurizio Landini parla di falsità e dice “nessuno di noi ha mai detto che si doveva andare verso la stazione". “La novità è che Alfano sia solidale con gli operai...” ha poi aggiunto Landini. La leader Cgil, Susanna Camusso, durante il suo intervento al comitato centrale della Fiom, ha detto che la posizione del governo ha del "veleno" nel momento in cui "ripropone l'idea di riconoscere il sindacato solo quando si occupa di vertenze aziendali e non come interlocutore e rappresentante sociale sui temi del lavoro". Anche il sindacato,però,  è avvelenato. E la linea è chiara: si va allo scontro. “Immagino che le provocazioni continueranno, spero non come quella di ieri”, ha detto Camusso. “Ci aspetta una battaglia di lungo periodo. Non possiamo immaginare un vertenza di breve periodo”. La segretaria generale ha chiesto di lavorare per “allargare la mobilitazione” anche in vista dello sciopero generale e rendere ancora più “forte il radicamento sul territorio”.

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