Politica

E Renzi «vede» la ripresa. Fra 6 mesi

Non è ancora chiaro se Renzi ci crede davvero, a dispetto di tutte le previsioni, o se vuole essere convincente per chi lo ascolta. Così mentre i più autorevoli istituti economici parlano di un’altro anno di crisi profonda, ieri il premier è tornato a prefigurare invece scenari rosei. E pure a breve termine. «Già la prossima primavera vedremo il Paese ripartire» ha detto in un’intervista a Oggi. È il risultato «dei cambiamenti che abbiamo messo in campo e che stiamo realizzando, dal lavoro alla giustizia, dall'economia, con la più straordinaria riduzione di tasse della storia, al ridisegno delle nostre istituzioni». E siccome le riforme «di cui abbiamo bisogno sono profonde e coraggiose ci siamo dati un orizzonte di mille giorni». Poi indica la Germania come competitor da superare. «La nostra corsa la dobbiamo fare sulla Germania, sul gruppo di testa e non sul fanalino di coda. Vedo un futuro all'altezza della nostra ambizione». Poi ha attaccato la Cgil, criticando l’annuncio dello sciopero generale. «Vogliamo tenere aperte le fabbriche e non occuparle, perché l'occupazione di cui hanno bisogno i nostri lavoratori non è quella che minaccia il sindacato». Renzi quindi smentisce le voci del voto anticipato al 2015. «Si vota nel 2018». E rilancia l’immagine di se stesso come di un politico a termine, non attaccato alla poltrona. «Non penso alla politica come a una condanna a vita, come una professione buona per tutte le stagioni. Penso sia una passione, un servizio e un impegno. Che è a tempo come responsabilità, per cui tra qualche anno mi vedo magari a fare qualcos'altro. Ma prima c'è da cambiare l'Italia». E prefigura di rimanere nella storia, come un grande statista. «Cosa vorrei si dicesse di me nei libri di storia? Preferirei che si dicesse nei libri di geografia che l'Italia è tornata sulla mappa». Renzi è anche impegnato a riempire la casella della Farnesina con la nomina del successore di Federica Mogherini che assumerà dal primo novembre la carica di Alto rappresentante Ue per la politica estera. L’annuncio dovrebbe essere fatto oggi dopo un incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica. I requisiti indicati dallo stesso Renzi sono quelli di una personalità «di esperienza e con una proiezione internazionale». E per la successione a Federica Mogherini, ieri a Berlino, alla conferenza sui rifugiati siriani, per il suo ultimo impegno da titolare della Farnesina prima del nuovo incarico, continua il totonomine. In pole position resta Marina Sereni, vice presidente della Camera, componente delle commissioni Esteri e Difesa, la cui nomina manterrebbe inalterato l'equilibrio di genere del governo, composto di otto uomini ed otto donne. Nell'ottica della continuità alla Farnesina, Renzi potrebbe optare per un tecnico, con Elisabetta Belloni, attuale direttore del personale del ministero, o Ferdinando Nelli Feroci, ex ambasciatore presso la Ue e oggi commissario Ue pro tempore. Nelle ultime ore è anche emerso un altro nome, quello della 32enne Lia Quartapelle, deputata milanese del Pd alla sua prima legislatura, ricercatrice dell'Ispi (l’Istituto per gli studi di politica internazionale), contro la cui candidatura giocherebbe, però, la mancanza di esperienza. A favore della Quartapelle, giocherebbe però la totale novità che la sua nomina comporterebbe, quell’effetto sorpresa che è ormai parte essenziale della narrativa renziana.

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