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Manovra, l'Ue dà il via libera: Italia promossa

La Commissione europea: "Nessuna significativa violazione". Bruxelles si riserva il giudizio più approfondito a novembre. "Spetterà alla nuova Commissione guidata da Juncker adottare opinioni"

La mediazione ha avuto effetto. La trattativa con Bruxelles si avvia verso una conclusione positiva. A quanto risulta, le lettere inviate nei giorni scorsi alla Commissione europea dai governi italiano e francese, in risposta alla richiesta di chiarimenti sui conti 2015, sono state accolte con favore, oggi a Bruxelles, dal portavoce del commissario Ue agli Affari economici, Jyrki Katainen.   "La Commissione europea al momento non giudica alcuno stato dell'Eurozona in "significativa violazione" delle norme Ue di bilancio" scrive Katainen in una nota stampa in cui dà di fatto un primo via libera alle manovre di Italia, Francia, Austria, Slovenia e Malta, cioè i cinque stati considerati a rischio di "seria violazione" delle regole e ai quali la Commissione ha inviato la settimana scorsa lettere di avvertimento. Gli altri stati dell'Eurozona soggetti a tale esercizio di controllo non avevano suscitato la preoccupazione di Bruxelles. "Dopo aver preso in considerazione tutte le ulteriori informazioni e miglioramenti comunicatici negli ultimi giorni, non posso al momento identificare casi particolarmente seri di non rispetto delle norme Ue, cosa che ci obbligherebbe a considerare un'opinione negativa in questa fase del processo", si legge nella nota di Katainen, che quindi esclude la pubblicazioni di opinioni domani. Il commissario sottolinea tuttavia che a partire da questo momento la Commissione si accingerà a "completare le analisi dettagliate dei progetti di bilancio". Spetterà poi alla nuova Commissione di Jean-Claude Juncker "adottare opinioni a novembre", spiega Katainen, come sottolinea che "qualunque lacuna o rischio sara' chiaramente evidenziato a quel punto" del processo di controllo dei conti dei Paesi dell'Eurozona.   Le fonti hanno riconosciuto che le risposte italiana e francese sono viste positivamente, come un sforzo che all'inizio non era scontato. «Francia e Italia avevano detto inizialmente che non avrebbero fatto niente di più» rispetto allo sforzo di bilancio previsto dalle loro bozze inviate a Bruxelles. Invece, «hanno cambiato idea, e questa è una cosa buona. Significa che il processo in corso ha dato i suoi frutti», hanno concluso le fonti. Il governo italiano ha offerto alla Commissione europea di alzare la correzione del deficit strutturale a 0,3 punti di Pil da 0,1 nel corso del 2015. Bruxelles ha infatti rilevato che la legge di stabilità, nella versione depositata alla Camera, contiene «una significativa deviazione» dagli obiettivi di bilancio a medio termine. Il Tesoro ha spiegato che la correzione del saldo al netto del ciclo e delle una tantum ha un valore assoluto di 4,5 miliardi. È da vedere come l'ulteriore manovra si rifletterà sull'indebitamento nominale, fissato nel 2015 al 2,9% del pil dal 2,2% tendenziale. Illustrando la posizione italiana il ministro Padoan aveva sottolineato che la manovra italiana ha l'obiettivo di rilanciare l'economia dopo lunghi anni di crisi che sono costati un decimo del Pil in sei anni e tre anni consecutivi di recessione come non si vedeva dall'immediato dopoguerra. Uno sforzo di stimolo all'economia che viene effettuato pur mantenendo i conti pubblici sotto controllo (il rapporto deficit/Pil resterà infatti anche nel 2015 sotto il 3%) e correggendo il deficit strutturale (circa tre decimi di Pil). E simultaneamente finanziando lo sforzo straordinario di effettuare quelle riforme strutturali lungamente attese - dice il Tesoro - che presentano costi aggiuntivi nel breve periodo. Nel dettaglio, le misure annunciate da Padoan valgono 4,5 miliardi: 3,3 miliardi presi dal fondo per la riduzione delle tasse; 0,5 miliardi dai fondi per i cofinanziamenti Ue; 0,73 miliardi da un'estensione del regime del reverse charge Iva.

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