Politica

«Fini si rassegni, il futuro è Salvini»

Dopo aver disertato l’assemblea-flop di Gianfranco a Bari, parla Poli Bortone: «Per rilanciare la destra progetto comune con Fdi-An, Lega e Casapound»

BARI Doveva intervenire alla prima assemblea del tour nazionale di Liberadestra, l’associazione di Gianfranco Fini «in versione allenatore», ma ha declinato l’invito perché «non è più il tempo dell’ex presidente di An e di tanti, me compresa, che rappresentano il passato» ma «bisogna incoraggiare Matteo Salvini e Giorgia Meloni a dare forma a un grande soggetto politico che dia una speranza a chi non si riconosce nel Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi». Adriana Poli Bortone, già ministro dell’Agricoltura nel primo governo del Cavaliere nonché storico parlamentare della destra postfascista, ha formulato un appello ai leader di Lega e Fdi-An affinché diano vita a un «rassemblement identitario», aperto anche a Casapound e circoli patriottici. «I numeri contano: se a Milano con Salvini c’erano centomila cittadini, anche del Sud, e ad ascoltare Fini a Bari solo 250, significa che gli italiani hanno voglia di idee chiare. E al riguardo la proposta di Liberadestra, sui temi etici ed economici, mi sembra molto vicina alle posizioni di Berlusconi...». «Identità, socialità e sovranità» sono i tre temi cardine che la Poli Bortone indica per un programma comune di Lega e Fdi, fermo restando che a destra, «uno spazio politico enorme è rimasto senza riferimenti dopo lo scioglimento di An». Il contesto in divenire dei prossimi mesi creerà le condizioni per una maggiore sintonia tra i federalisti in camicia verde e i destro-sociali. «In Italia - ha spiegato - è in atto un rimescolamento delle carte e per questo bisogna costituire una casa che rappresenti una destra ben definita, insieme alla Lega che ormai ha abbandonato le aspirazioni secessioniste». Per la Poli Bortone nella lotta agli sprechi «c’è un punto di incontro tra le battaglie dei missini contro le Regioni, alla fine degli anni ’60, e le tesi di Gianfranco Miglio, ideologo schmittiano della Lega: non possiamo più permetterci tante regioni come centri di spesa e clientela. Bisogna arrivare a macroregioni che coniughino efficienza, sviluppo e welfare». Immigrazione e identità, invece, sono nodi da affrontare di pari passo: «In Francia Marine Le Pen ha costruito una destra tutt’altro che becera: è molto razionale nell’approccio all’immigrazione. I francesi hanno vissuto un’invasione e hanno reagito scegliendo il Front National. Ci vuole pragmatismo e per questo rivendico nel mio impegno politico l’istituzione a Lecce del quarantunesimo consigliere comunale aggiunto, eletto dai cittadini delle comunità degli immigrati regolari. Non ho alcun pregiudizio razzista ma non voglio creare conflitti sociali all’interno della società italiana, con un ceto medio pericolosamente impoverito». In conclusione la Poli Bortone indica la priorità di «dare nuovo entusiasmo agli elettori di destra o sovranisti delusi, rifugiatisi nell’astensionismo: un nuovo soggetto con Matteo e Giorgia infiammerebbe un’intera area politica».

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