A proposito del rapporto del Sisde del 20 luglio 1993, nel quale si parla della volontà di Cosa Nostra di creare il “caos istituzionale” così da costringere lo Stato a “trattare”, Repubblica ieri si chiedeva come facesse il servizio segreto a ipotizzarne l’esistenza, visto che il pentito Giovanni Brusca ne parlerà soltanto nel 1996. Premesso che quando si parla genericamente di “trattativa” ci si riferisce innanzitutto ai rapporti tra il Ros e l’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino, la risposta non è difficile. Repubblica, ad esempio, potrebbe andare a rileggere se stessa, e precisamente l’articolo di Attilio Bolzoni del 25 marzo 1993, intitolato “Ciancimino sta parlando”, nel senso che stava “cantando” davanti all’allora procuratore Gian Carlo Caselli. Il 2 settembre 1993, anche l’allora direttore della Dia, Gianni De Gennaro, farà riferimento a “contatti di Cosa Nostra con rappresentanti delle istituzioni sul suo territorio” affermando che c’erano “riscontri precisi”, riferendosi alla “vicenda di Vito Ciancimino”, riportata anche da Bolzoni. Insomma, di quella che i pm palermitani chiamano “trattativa”, se ne parlava Repubbluca perché non avrebbe dovuto ipotizzarla anche il Sisde?
Amnesie e ossessioni dei colleghi
A proposito del rapporto del Sisde del 20 luglio 1993, nel quale si parla della volontà di Cosa Nostra di creare il “caos istituzionale” così da costringere lo Stato a “trattare”, Repubblica ieri si...