«Se il legislatore cambia le norme dieci volte in dieci anni non si capisce più nulla. Occorre riscrivere tutta la legge, tenendo conto delle indicazioni europee e dei nostri valori costituzionali».Patrizio Gonnella è il presidente di Antigone, l’associazione che da oltre 30 anni si occupa di monitorare il sistema penale e penitenziario italiano, proponendo leggi e fornendo consulenze. «Abbiamo una nostra idea - afferma Gonnella - quella di una pena che rispetti la vita umana e che abbia un senso». Presidente, qual è lo stato di salute del nostro sistema penale e penitenziario? «Dal punto di vista normativo le leggi sono state modificate troppe volte, anche in negativo. Da un punto di vista strutturale abbiamo 54mila detenuti per 44mila posti letto. Il tasso di sovraffollamento è alto nonostante, dopo la condanna Ue del 2013, i detenuti sono diminuiti di 10mila unità». Quali sono le problematiche più rilevanti? «Da diversi mesi manca un capo. L’amministrazione penitenziaria deve governare 54mila detenuti, 35mila persone in misure alternative, 45mila poliziotti e altre figure professionali. Viaggiamo intorno alle 150mila persone. È anomalo che non ci sia un capo. Poi ci sono altri grandi problemi da risolvere. C’è troppa gente in abbandono terapeutico, troppi suicidi». Cosa occorrerebbe? «Servirebbe il coraggio di fare una legge moderna. La popolazione dei detenuti è composta per un terzo da stranieri, bisogna ripensare alle figure professionali, come ad esempio i mediatori culturali. Dobbiamo lavorare per migliorare le condizioni igienico sanitarie, la qualità della vita, occorre ridurre il tasso di violenza e aumentare le occasioni di lavoro, di religione, favorire attività sportive e all’aria aperta». Il 28 maggio scadeva il termine concesso all’Italia dall’Europa. Non siamo stati multati. «Siamo stati multati nel 2013 perché avevamo celle fatiscenti, maleodoranti e i detenuti venivano trattati come bestie. Adesso, il tempo che l’Ue ci ha dato deve servire a progettare un sistema che non ricada negli errori del passato.Vorremmo una sorta di regia trasparente che faccia funzionare le cose in maniera migliore».
«In un decennio le leggi modificate dieci volte»
