La polemica fra il premier Renzi e il commissario uscente Barroso circa l’entità degli sprechi degli organismi da essi rispettivamente amministrati (l’Italia e la Commissione) suscita qualche riflessione. Va intanto detto che sul punto Renzi ha oggettivamente ragione: gli organi di governo dell’Europa sono una fonte diretta e indiretta di spreco. Diretta per le spese insensate di Commissione e Parlamento, documentate oggi da Il Tempo ; indiretta, aggiungo, per i costi che l’oppressione burocratica di Bruxelles causa ai cittadini dei paesi membri. Notate poi che in politica il ricorso ad argomenti «di pancia» si rivela spesso un boomerang. Certo che in Italia le risorse di Stato e Regioni possono e devono essere razionalizzate! Ma il nostro problema principale oggi non è questo, bensì quello di essere legati a regole europee che soffocano la nostra economia. Aizzare i cittadini contro i propri governi in nome della guerra agli sprechi è la versione moderna del divide et impera. Bruxelles prosegue in questa linea imperialista e populista, incolpando i governi nazionali, ma da più di un anno la Bce ha chiarito che la crisi è stata causata dall’imprudenza delle banche e favorita da errori di progettazione della moneta unica. La verità qualche volta è complessa da comunicare agli elettori, ma la menzogna si ritorce sempre contro. Bene ha fatto Renzi a replicare: Bruxelles non è in condizione di farci lezioncine. Quanto al resto, aspettiamo lunedì per vedere quante banche passeranno lo stress test.
Nessuna lezione da Bruxelles
di Alberto Bagnai, Professore all’Università di Pescara