Politica

Ignazio incontra i cittadini e non risponde sullo scarso gradimento

Il primo cittadino che non piace a otto concittadini su dieci glissa sul disastroso sondaggio Swg e battibecca con un papà sugli asili-nido in quel di Villa Torlonia. Anche se c’era poco da «sondare»...

Il primo cittadino che non piace a otto concittadini su dieci glissa sul disastroso sondaggio Swg e battibecca con un papà sugli asili-nido in quel di Villa Torlonia. Anche se c’era poco da «sondare» per scoprire quello che già tutti sanno, cioè che il rapporto fra Ignazio Marino e i romani è un rapporto a dir poco «difficile», tanto è vero che non è quella di ieri la prima pubblica contestazione di cui è vittima Ignazio. Nel parco sulla via Nomentana, dove risiedevano Benito (Mussolini) e famiglia, Marino è stato avvicinato da alcuni curiosi, scettici come molti sul suo operato, decisioni magari anche valide ma prese d’imperio, senza fornire un’alternativa. Uno gli ha chiesto un commento sullo scarso gradimento ottenuto: non è stato onorato da una risposta. Non sull’argomento, almeno. Il sindaco della Capitale, infatti, ha evitato il tema scottante e ha «dirottato» la replica su un altro: «Parliamo dell’importanza che la cultura ha per la nostra città e del fatto che, non solo vogliamo continuare a investire in cultura, ma vogliamo che quest’ultima diventi sempre di più motore economico e finanziario per Roma», ha detto, lasciando al cittadino basito poco spazio per ribattere. Il siparietto di Villa Torlonia è continuato. Un giovane papà con il figlio a «cavacecio», moglie e altri due bimbetti al seguito, lo ha interpellato sugli aumenti del costo degli asili nido, questa volta bocciati dal Tar: «Lei ha detto che le esenzioni per il terzo figlio a Roma ce l’hanno solo i ricchi...». «Ho detto che chi guadagna 150 mila euro non è giusto che abbia la stessa esenzione di chi ne guadagna diecimila. Comunque l’esenzione per il terzo figlio è stata reintrodotta», ha risposto Marino. Il papà lo ha freddato con un «Non per merito suo», e ha proseguito, spiegando la sua personale condizione: «Io guadagno mille euro al mese, faccio il dottorato e sono monoreddito. Lei dovrebbe incentivare chi fa figli!». «Lei con quel reddito è esente comunque - ha sottolineato Marino - Pensa che chi guadagna 150 mila euro debba avere lo stesso privilegio di chi ne prende 10 mila? Io credo di più nella distribuzione sociale». Il cittadino non è rimasto soddisfatto delle spiegazioni. E ne aveva motivo. Aumenti, anche se minimi, infatti, erano previsti anche per chi aveva un reddito Isee fino a 5 mila euro. E pure il papà incontrato nel parco avrebbe pagato cinque euro in più al mese per figlio. Se non fosse stato «salvato» dai giudici amministrativi. Loro sì che pensano alla «distribuzione sociale».

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