Politica

Angelino attacca: «Salvini e Meloni estremisti»

Parole dure anche per Berlusconi: «Ormai non gli importa più dell'Italia»

Nel giorno in cui il Nuovo Centrodestra assiste a un vero e proprio «smottamento» a Roma, con l’addio del consigliere comunale Marco Pomarici e di cinque consiglieri municipali, il leader Angelino Alfano riserva a Matteo Salvini e Giorgia Meloni un duro attacco che sembra quasi un tentativo di serrare le truppe per evitare il ripetersi di casi simili: «Oggi come oggi - dice Alfano a 200 under 30 del partito radunati a Roma nel palazzo Montemartini - non me la sento di consigliare ai miei figli di votare partiti politici che dicono fuori dall’Europa e fuori dall’euro, non me la sento di consigliare di votare partiti che dicono di chiudere le frontiere». «Quello che dicono Matteo Salvini e Giorgia Meloni ci riporta indietro - continua - vogliono fare un’Italia più piccola: non è solo posizionamento a destra, ma è andare fuori dal futuro e portare gli italiani indietro nel tempo, ostaggi delle loro paure. È estremismo di destra. Da uno di estrema desta il Paese non si farà mai governare». Nel suo discorso di quaranta minuti Alfano ne ha anche, e soprattutto, per il vecchio «padre» politico, Silvio Berlusconi: «Un anno fa abbiamo rotto col Pdl e a un anno di distanza sono ancora più convinto di quella scelta. Se non avessimo fatto quello che abbiamo fatto, oggi il Paese sarebbe in mano a Grillo». «Io l’anno scorso ho capito che a Berlusconi del bene dell’Italia non gliene fregava più nulla - continua - Uno che dice "ho fatto il Pdl" e poi lo ha smontato, facendo nascere tre partiti, oggi come può dire di voler riunire i moderati? No, i moderati sono stati divisi dalla mano di chi diceva di volerli unire. E le parole su gay e famiglia? Oggi FI è un ogm, un organismo geneticamente modificato». «C’è qualcuno che ha ammainato le bandiere e qualcuno che le ha issate. Forza Italia è un partito senza una bandiera, le ha ammainate tutte». La platea di giovani applaude, in maniera particolarmente convinta quando si affrontato proprio i nodi relativi ai diritti civili. «Noi siamo per un riconoscimento e un rafforzamento dei diritti civili individuali ma i matrimoni no» dice Alfano. «Dobbiamo fare in modo che nascano più bambini italiani, dobbiamo fermare il crollo delle nascite». E a confermare l’ormai insanabile frattura arriva anche l’ufficializzazione delle candidature di Ncd e Udc in Calabria ed Emilia Romagna. I centristi vanno da soli, il «vecchio» centrodestra non esiste più.

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