Il Pd è pronto a spaccarsi sull’asse Firenze-Roma. Renzi con i fedelissimi e la maggioranza alla quinta edizione della Leopolda, la minoranza ex Ds in piazza San Giovanni con la Cgil contro il Jobs Act. Il segretario però sembra non volersene curare e conta le cinquemila registrazioni già arrivate tramite mail. «Il futuro è solo l’inizio» è il titolo della kermesse renziana in programma da oggi a domenica e presentata ieri in conferenza stampa da Maria Elena Boschi, Silvia Fregolent, Lorenza Bonaccorsi, Edoardo Fanucci, Luigi Famiglietti. Per la prima volta la Boschi non sarà sul palco a coordinare. Confermata la presenza di Orlando (esponente dei giovani turchi, tra i quali ci sarà anche Valentina Paris, membro della segreteria Dem), Pinotti, Franceschini, Madia, Poletti, Lanzetta, Delrio. Ospiti il commissario anticorruzione Raffaele Cantone, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi. Tra gli imprenditori Patrizio Bertelli, Brunello Cucinelli e Renzo Rosso, ma alla Leopolda non si vedranno né Marchionne né Della Valle. Gianni Cuperlo, Stefano Fassina e gli altri esponenti della minoranza bersaniana sceglieranno invece la manifestazione della Cgil. A complicare il quadro ci pensa la difficile situazione economica del Pd. Le cene di autofinanziamento si terranno il 6 e il 7 novembre a Milano e a Roma. Ospite d’onore Matteo Renzi col tesoriere Francesco Bonifazi. Ogni parlamentare è stato invitato e dovrà portare cinque imprenditori che pagheranno almeno mille euro a testa. Sul fronte Senato la riunione di gruppo sui dissidenti finisce con l’ennesima pace di facciata. Il presidente Zanda indica due punti da tenere presenti nel lavoro quotidiano: libertà di ognuno di fare politica e di dare il proprio giudizio e la necessità di essere gruppo. «Non possiamo omologarci allo sfarinamento generale», spiega Zanda che riconosce margini di libertà di coscienza su temi etici e riforme costituzionali. Zanda poi invita Walter Tocci a non dimettersi, sottolineando la necessità di modificare il regolamento sui cosiddetti casi di coscienza. «Sto riflettendo, ma fino ad ora la coscienza mi dice di non ritirare le dimissioni», la replica di Tocci. Quanto al resto della minoranza, la posizione è chiara e ribadita da Claudio Martini: «Vogliamo dare una mano non solo alzare la mano».
Leopolda o Cgil, resa dei conti democratica
Il Pd è pronto a spaccarsi sull’asse Firenze-Roma. Renzi con i fedelissimi e la maggioranza alla quinta edizione della Leopolda, la minoranza ex Ds in piazza San Giovanni con la Cgil contro il Jobs...
