«È tempo che le coppie di persone dello stesso sesso abbiano un riconoscimento del loro status»: lo dice Fabrizio Cicchitto, del Nuovo centrodestra. «I veri problemi però - aggiunge - sono le riforme istituzionali e la ripresa. È su quelli che sarà messa alla prova la tenuta del governo». Onorevole Fabrizio Cicchitto, nel governo si discute sui diritti civili. «Io ho una posizione pragmatica e non ideologica, che tiene conto che la realtà si è modificata. Per la tenuta della società la famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio, sul rapporto affettivo e sessuale di un uomo e di una donna, deve rimanere un asse fondamentale. Ma sarebbe sbagliato non guardarsi intorno, esiste una realtà affettivo-sessuale di tipo omosessuale che non è fondata su rapporti occasionali, ma continuativi, emblematica la vicenda Dalla-Alemanno. Questo rapporto va rispettato e tutelato. In forme che non lo omogeneizzano al matrimonio, ma che costituiscano delle regole di vita ed esistenza che possano consentire una reciproca possibilità di accordo, di incontro. Così che si possa ricevere la visita, ad esempio, in ospedale, del compagno o della compagna. Tutto quello che ha una dimensione civilistica di un rapporto con delle tutele. Questa linea non si schiaccia su chi dice che può esistere solo il matrimonio, senza arrivare al matrimonio gay». Questa potrebbe essere la linea ufficiale di Ncd? «Non posso dirlo, non abbiamo avuto su questo una riunione del partito. Questa è la mia posizione e mi auguro che, essendo ragionevole e non ideologica, possa diventare la posizione del Nuovo centrodestra». E le adozioni? «Se a questo rapporto uno dei due congiunti porta un pregresso figlio o derivante da una storia precedente o da una operazione di eterologa, l’adozione va ammessa. Non va ammessa se si forma una coppia e poi successivamente viene fatta un’operazione di utero in affitto». Su questo argomento si sta creando un asse Pd-FI? «Il Pd sull’argomento c’è sempre stato, con una minoranza cattolica che ha sempre contestato la cosa. Chi è in una situazione di oscillazione politica totale è Forza Italia. Non penso per ragioni politico-partitiche, ma per una sua vicenda interna assai singolare. Si è passato da un estremo all’altro senza un dibattito politico. Questo fa parte di quei meccanismi decisionali non condivisibili che sono stati una delle ragioni fondamentali della mia separazione da Forza Italia». Cosa pensa della cittadinanza ai figli nati in Italia da stranieri? «Anche in questo caso la realtà è cambiata, si può abbassare il livello dei diciotto anni da parte di chi vive in Italia con genitori che lavorano in Italia. Dobbiamo ragionare sul titolo di studio che deve essere significativo: che comporti un’età attorno ai 14-15 anni. Devono essere dei reali italiani». Molte difficoltà del governo si stanno appianando, si andrà a votare nel 2018? «Non credo che si possa andare ad elezioni su questi temi, se il governo ha un approccio non ideologico, la via d’uscita sul terreno della ragionevolezza e del realismo e dell’apertura al nuovo può essere raggiunta. Mi sembra che da parte di Renzi, non dico da parte del Pd, che è una realtà più complessa, ci sia una linea ragionevole, come è ragionevole quella dell’Ncd. Il problema centrale resta che questo Paese si salva se introduce degli elementi innovativi fortissimi sul terreno istituzionale, politico, amministrativo ed economico. E se riprende il percorso della crescita facendo tagli profondi alla spesa pubblica che diano margini alla riduzione della pressione fiscale».
«Unioni e adozioni, io dico sì»
«È tempo che le coppie di persone dello stesso sesso abbiano un riconoscimento del loro status»: lo dice Fabrizio Cicchitto, del Nuovo centrodestra. «I veri problemi però - aggiunge - sono le...
