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Chissenefrega del Bayern. Preghiamo per loro

Stefano e il figlio Cristian in scooter travolti da un romeno dopo la partita L’autista era sobrio. Ma su facebook si scatena la rabbia contro lo straniero

Su Facebook compare la foto di un disegno in cui Cristian scriveva: «Sei proprio il papà che volevo». Accanto le immagini di lui sorridente con la maglia della Roma e gli abbracci con il papà Stefano, sullo sfondo della curva sud. Scene di vita che non torneranno mai più, ora che il sogno di un bambino si è tragicamente spezzato su una strada a causa di un tragico incidente. E' successo tutto in un attimo, martedì sera, quando il piccolo di quasi 8 anni, insieme al suo papà Stefano, erano di ritorno dallo stadio Olimpico dopo aver assistito alla partita della Roma, la sua squadra cuore. Nonostante il risultato, gli occhi di Cristian brillavano come due stelle perchè aveva visto giocare i suoi campioni. Ora, però, quella luce si è spenta per sempre, rimanendo nel cuore della mamma e della sorellina che hanno atteso invano il suo ritorno a casa. Erano quasi arrivati, ma un'auto guidata da un romeno che ha perso il controllo ha invaso la loro corsia e li ha travolti uccidendoli. Una follia, accaduta a Fonte Nuova, alle porte della Capitale. Qui Stefano De Amicis, 38 anni, e il suo figlioletto Cristian, sono morti tragicamente con ancora i cori dello stadio nelle orecchie. Un frontale violento, tra lo scooter, un Tmax 500, sul quale viaggiavano e un'auto. L'impatto, secondo i carabinieri di Mentana, forse è stato causato dall'alta velocità. Alla guida dell'Opel Tigra, che ha colpito in pieno le due vittime, un romeno di 40 anni che è risultato negativo all'alcol test. L'uomo avrebbe perso il controllo della vettura mentre percorreva via Nomentana. Il 40enne ora è indagato per omicidio colposo plurimo, ma solo gli accertamenti tecnici, disposti dalla Procura di Roma, potranno fare piena luce su quanto accaduto. L'incidente è avvenuto intorno alle 23.30, tra Fonte Nuova e Santa Lucia, mentre padre e figlio, legati da una profonda passione per la Roma, stavano rientrando dallo stadio Olimpico dopo aver assistito alla partita di Champions League contro il Bayer Monaco. Doveva essere una bella serata, trascorsa a tifare per la squadra del cuore. Stefano, inoltre, che gestiva una carrozzeria a Fonte Nuova, lavorava saltuariamente anche come steward proprio allo stadio Olimpico. Le cose, però, sono andate in modo diverso lasciando nella disperazione amici e parenti. Una volta giunti al chilometro 22 di via Nomentana, all'uscita da una curva, in senso opposto viaggiava una Opel Tigra condotta dal romeno. La vettura, forse a causa della velocità e dell'asfalto bagnato, ha perso il controllo finendo nella carreggiata opposta e travolgendo in pieno il Tmax. Lo schianto è stato terribile. Stefano e Cristian sono stati sbalzati via e per il piccolo il colpo è stato fatale. Il bimbo, infatti, è deceduto sul posto. Il suo corpo esile non ha retto la botta e il suo cuore ha smesso di battere in un attimo. Il papà, invece, è morto in ospedale poco dopo il suo arrivo. Inutili i tentativi di rianimazione operati dai sanitari. Nell'altra vettura, oltre al 40enne, erano presenti altri due connazionali di 20 e 37 anni, tutti residenti a Fonte Nuova. I tre sono stati trasportati in ospedale, ma le loro condizioni non sono gravi. Il conducente dell'Opel Tigra è stato sottoposto all'alcol test che ha dato esito negativo. Le cause dell'incidente, dunque, sono affidate agli accertamenti tecnici disposti dagli inquirenti. La tragedia ha scosso tutti, anche il mondo del calcio e la Roma che ieri, con un cinguettio sul profilo Twitter, ha espresso il proprio sgomento: «L'As Roma piange la scomparsa di Stefano e del piccolo Cristian e si stringe attorno alla loro famiglia». E intanto sui social network è esplosa la rabbia. C'è chi se la prende con le strade killer di Roma e chi, invece, con i romeni. Fabio C., su Facebook scrive: «Sono sempre loro». Gli fa eco Marco: «Ogni giorno incidenti per colpa dei romeni, ora basta». Su Twitter Luana scrive: «A Mentana siamo invasi dai romeni che fanno come vogliono con le auto». La cosa è andata avanti per tutta la giornata tanto che la comunità romena di Fonte Nuova, in serata, ha espresso il cordoglio alla famiglia sottolineando, però, che «la responsabilità eventuale di un singolo individuo, non può essere ricondotta a un’intera comunità».

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