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Pensionati beffati, slitta l’assegno

Il pagamento sarà spostato dal primo al 10 di ogni mese. Ira di sindacati e consumatori
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Pensionati beffati, slitta l’assegno

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Un risparmio risibile, circa 19 milioni di euro all’anno, secondo i calcoli allegati alle bozze della legge di Stabilità, che provoca però un disturbo non indifferente a circa 15 milioni di pensionati italiani che, dal prossimo anno, riscuoteranno il loro assegno solo il 10 di ogni mese. Uno slittamento di dieci giorni, dunque, rispetto all’attuale primo del mese che ha fatto infuriare sindacati e associazioni dei consumatori. Per i segretari generali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, Carla Cantone, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima si tratta di «accanimento nei confronti degli anziani». E come risposta il 5 novembre è stata fissata una giornata di mobilitazione dei pensionati a Roma, Milano e Palermo per chiedere al premier Renzi politiche di sostegno agli anziani e la modifica della parte della legge che fa slittare il pagamento degli assegni.

La norma sul rinvio del pagamento delle pensioni al 10 del mese (o al giorno successivo se festivo e non bancabile) scatterà solo il primo gennaio del prossimo anno. Consentirà circa 19 milioni di risparmi soprattutto grazie al guadagno dei giorni di valuta bancaria, nel caso l’Inps debba richiedere anticipazioni di cassa al Tesoro, per coprire la differenza tra il flusso di cassa in entrata e quello in uscita. Lo spostamento del pagamento consente di meglio allineare le riscossioni e gli esborsi e dunque una gestione di tesoreria più economica. I risparmi effettivi si avranno però solo il primo mese perché l’Inps non avrà bisogno di indebitarsi e di pagare interessi per 45 giorni. Poi la situazione andrà a regime e il finanziamento sarà con cadenza mensile.

La misura porterà anche più razionalizzazione perché consentirà l’unificazione dei pagamenti sia per coloro che hanno pensioni Inps (pagate ora il primo del mese) sia Inpdap (pagate il 16 del mese). In tutto circa 800.000 pensionati.

Il vero problema che ha scatenato i sindacati è che sul calendario ormai consolidato si basa tutta l’organizzazione di un pensionato che calibra sul primo di ogni mese il pagamento di rate, affitti, mutui, debiti, finanziamenti, oppure semplici abbonamenti e altre scadenze. Lo slittamento rischia di far trovare gli anziani a corto di liquidità perché il grosso dei pagamenti si troverebbe temporalmente prima dell’incasso della rata.

E sono le associazioni dei consumatori a paventare il rischio liquidità, con conseguenti conti bancari in rosso e pagamenti di commissioni in favore delle banche, per tanti pensionati. «Renzi riveda la norma», tuonano sia il Codacons che l'Adusbef. E in campo scende anche il leader Cisl, Anna Maria Furlan: «Una decisione incomprensibile« anzi, l0ennesima beffa ai danni dei pensionati».

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