Politica

La Stabilità diventa instabile. Al Quirinale arriva a puntate

In pratica è stato inviato un anticipo, con il testo. Infatti, una volta che il testo è stato completato, la Ragioneria generale dello Stato deve fare una verifica per controllare che tra norme e capitoli di bilancio ci sia corrispondenza. In pratica che ci siano i soldi per le decisioni prese. E questo controllo va fatto norma per norma, voce per voce, capitolo di bilancio per capitolo di bilancio. Si legge sul sito della Ragioneria che questo ufficio «una volta riscontrata la corretta quantificazione dell’onere recato dal provvedimento nonché l’idoneità della relativa copertura finanziaria appone, tramite la bollinatura posta dal Ragioniere generale dello Stato, il proprio visto di conformità senza il quale il provvedimento non può essere controfirmato dal Presidente della Repubblica e trasmesso alle Camere». Ciò vuol dire che nel frattempo che la Rgs completa la bollinatura, Napolitano può cominciare a leggere il provvedimento e ma solo quando giungerà quel documento potrà firmarlo. E pensare che la Manovra è stata ufficialmente varata dal Consiglio dei ministri giusto una settimana fa ed era stata inviata venerdì 17 (o almeno quel giorno è stata messa sul sito della Commissione). Ma il testo ancora non si vede. In verità non è una novità. È ampia la letteratura sulle leggi di Stabilità o, come si chiamavano prima, leggi Finanziarie approvate e poi corrette e ricorrette successivamente alla riunione di governo. Tuttavia, nel pomeriggio il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato per un’ora e mezza il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ufficialmente in vista del Consiglio europeo di domani e venerdì prossimo a Bruxelles. Un faccia a faccia che sarebbe stato programmato da tempo per fare il punto sui risultati e i colloqui del vertice Asem della scorsa settimana. Oggi Renzi riferirà del Consiglio europeo in Parlamento, prima al Senato, dove è atteso alle 9.30, e poi alla Camera, dove è prevista la sua relazione alle 16. Mentre la legge di stabilità compie tutti gli ultimi passaggi, continuano a spuntare novità. Il sottosegretario alla Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti, ha precisato che «il bonus bebè vale per le famiglie in generale, quindi anche per gli statali». Ancora incerta, però, la platea effettiva dei destinatari degli 80 euro per ogni figlio sotto i tre anni di vita annunciati domenica scorsa dal premier. La dote sul piatto per il sostegno alle famiglie è di 500 milioni di euro. L’intenzione del governo sembra quella di garantire il bonus alle famiglie con redditi sotto i 90mila euro, ma i tecnici sarebbero orientati a riconoscerlo ai nuclei familiari con Isee sotto i 30mila euro. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, annuncia che per l’emergenza Ebola «ho avuto 50 milioni di euro in più nella legge di Stabilità». la titolare del dicastero del lungotevere sottolinea che i fondi verranno utilizzati «sia per rafforzare i controlli dei medici negli uffici di porti e aeroporti sia per potenziare le posizioni dell’Ospedale Spallanzani». Tra le novità della Manovra, anche l’abolizione dell'esenzione dal pagamento del bollo auto oggi prevista per le auto storiche. La misura è stata criticata dall’Automotoclub storico italiano (Asi) che ha stimato il gettito per l’erario in soli 7,5 milioni di euro, mentre sono sicure «perdite a piccoli riparatori, carrozzieri, distributori di benzina, ricambisti, settori già particolarmente colpiti dalla diminuzione di lavoro». Per contro si perderebbero 300-325mila veicoli d’interesse storico-collezionistico con una perdita stimata tra i 2,2 ed i 5,7 milioni per gli operatori del settore. È una norma particolarmemente contestata che potrebbe essere suscettibile di modifiche in Parlamento. E ancora; audito dalla commissione Affari sociali della Camera, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti conferma poi la previsione di uno stanziamento di 500 milioni di euro per rendere strutturale il 5 per mille. La semplificazione delle tasse locali sugli immobili annunciata da Renzi e confermata dal suo consigliere economico Yoram Gutgeld dovrebbe essere impostata entro la fine del 2014. Prevista anche una misura pro-trasparenza: obbligo di pubblicazione on line di tutte le spese per la politica locale di Regioni, Province e Comuni.

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