Politica

Giusto premiare l’amore

di Vladimir Luxuria

Apprezzo il sindaco Marino e i suoi colleghi che sfidano le direttive del ministro dell’Interno e dei prefetti perché sono convinti, come me, che ci sono dei casi in cui disubbidire diventa un dovere civile. Uno Stato deve vergognarsi della corruzione, delle tangenti, delle promesse non mantenute, del dissesto idrogeologico non sanato ma mai di due persone che chiedono che il loro amore sia riconosciuto. In questo mondo ci sono tante persone fortunate. Quelle che riescono a trovare qualcuno con cui costruire una relazione stabile, che non sia soltanto fisica. Qualcuno che fa battere il cuore e con il quale, progressivamente, progettare il futuro. A cui dire «Ti amo» e con cui dividere lo stesso cammino, pubblicamente, con amici, parenti e genitori. Sembra che mi riferisca agli eterosessuali. Invece parlo anche di noi che non lo siamo. Parlo di un percorso. Di andare a vivere insieme, di condividere l’affitto e le altre spese, di immaginare un piano a lungo termine. A un certo punto diventa naturale l’esigenza di ritualizzare. Allora ci sono le coppie che organizzano feste o eventi che non hanno alcun valore giuridico o quelle che vanno all’estero, in Spagna o a New York. Sta diventando un business con tanto di agenzie specializzate. In tutti i paesi occidentali, tranne l’Italia e la Grecia. Ecco perché qualcuno va dal proprio sindaco e chiede un gesto simbolico. Chiede, semplicemente, che sia riconosciuta la sua unione con la persona che ama. Ci sono sindaci che pensano che questa coppia abbia valore, benché non giuridico, e trascrivono il matrimonio avvenuto all’estero nei loro registri. In questo modo, almeno implicitamente, sollecitano anche il Parlamento. È come se gli dicessero: «Non lasciateci soli». Servirebbe, finalmente, una risposta.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.