Politica

«Renzi rinunci ai voti degli indagati del Pd»

Fiorito «La Stabilità sarà approvata con il sì di ex consiglieri sotto inchiesta per peculato»

«La finanziaria di Renzi passerà grazie ai voti dei senatori del Pd indagati per peculato, lo stesso reato che hanno contestato a me. Ma il premier, ovviamente, fa finta di niente». Franco Fiorito è un fiume in piena. Non digerisce che Renzi lo prenda spesso come esempio del malcostume in politica. Ora il «Batman» del Lazio, ex capogruppo regionale del Pdl, condannato in primo grado per peculato, va all’attacco. Fiorito, quando parla di senatori indagati si riferisce ai suoi ex colleghi alla Regione Lazio? «Esatto. Ho appreso dai giornali che sono indagati dalla Procura di Rieti per spese pari a 5 milioni o giù di lì. E allora sfido Renzi: non accetti i loro voti». Andiamo piano. Innanzitutto non sia vago. «Basta scorrere l’elenco dei senatori del Pd». Faccia i nomi. «Bruno Astorre. Era il vicepresidente del Consiglio regionale, l’organo che assegnava i fondi ai gruppi politici, una ventina di milioni all’anno». Altri senatori del Pd indagati? «Carlo Lucherini. Anche lui all’epoca della Polverini era in commissione Bilancio, di cui io ero presidente. Era il delegato del Pd a occuparsi dei soldi regionali. Poi Claudio Moscardelli, vice del gruppo Pd alla Regione, e Francesco Scalia. Ci sarebbero anche altri senatori da nominare, sempre restando nel Lazio». Dica dica. «Bè, Maria Spilabotte. La sua elezione al Senato è stata sostenuta dall’ex assessore regionale De Angelis, di cui era stretta collaboratrice. C’è pure Monica Cirinnà, moglie di Esterino Montino, allora capogruppo del Pd regionale e attualmente sindaco di Fiumicino». Scusi Fiorito, ma non è che lei sta gettando fango sui suoi ex colleghi soltanto per rivalsa nei loro confronti? «Ma quale fango, è stato Renzi a tirarmi in ballo. Non vorrà che rinunci a esprimere la mia capacità di analisi politica». Ce l’ha proprio con Renzi... «Lo invito a pubblicare l’elenco dei parlamentari del Pd indagati per peculato e a non fargli votare la legge di Stabilità. Non lo farà, perché non può farlo. Ma è bene che gli italiani sappiano che i provvedimenti del governo sono approvati grazie a loro». Cioè secondo lei Renzi predica bene e razzola male. «Renzi cita me perché si vergogna di ammettere che gli indagati del suo partito siedono in Senato e consentono la sopravvivenza al suo governo». Al confronto per le primarie, a proposito dei costi della democrazia, Renzi disse a Bersani: «Da Pericle a Fiorito ce ne passa...». Ancora le brucia? «Renzi ripassasse almeno la storia greca. Pericle fu accusato di appropriazione di fondi pubblici perché usò arbitrariamente i soldi della Lega di Delo per costruire il Partenone. Non a caso lo scultore Fidia fu arrestato, processato e alla fine morì in carcere. Il premier imparasse a scegliere gli esempi adeguati». Ora si mette a dare lezioni a Renzi? «No. Ma di sicuro non prendo lezioni da uno che da presidente della Provincia di Firenze ha speso 31 milioni di euro in 5 anni per ristoranti e rappresentanza».

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