Politica

Torna la paura per il volo dello spread

Sfondata quota 200 poi il recupero a 174 punti. Siamo ai livelli di febbraio 2013 Rischio aumento del debito. Merkel: tutti devono rispettare i vincoli Ue

Torna il caso Italia sul tavolo di Bruxelles. Anche se il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan continua a dire che le turbolenze sui mercati (ieri è stata un’altra giornata difficile a Piazza Affari) sono dovute a fattori che non hanno niente a che vedere con la situazione economica italiana, ma con fattori internazionali, come il nuovo timore per un collasso della Grecia e non da ultimo la paura per l’ebola, l’Italia è tra i Paesi che negli ultimi due giorni sta pagando più caro il prezzo di queste tensioni. Ieri è stata un’altra giornata difficile a Piazza Affari. Il Ftse Mib è sceso quasi del 4% (-3,63% a 17.640 punti) con i titoli bancari che hanno registratato ribassi marcati (Bpm è crollata dell’8,3%, Mps dell’8,55% mentre Intesa Sanpaolo e Unicredit sono scese rispettivamente a -4,05% e -4,14%). Lo spread tra Btp e Bund ha sfondato quota 200 punti, tornando a livelli che non si vedevano da febbraio 2013. Solo sul finale c’è stato un recupero con Il Ftse Mib che ha chiuso in calo dell'1,21% a 18.083 punti e lo spread a 174 punti con il tasso del decennale domestico assestato al 2,56%, mentre quello del Bund è risalito allo 0,83%. Per un soffio è stato evitato un nuovo tracollo dopo il pesante scivolone di giovedì scorso. Dal Tesoro spiegano che il listino sconta le molteplici incertezze che arrivano da più fronti: i timori di un rallentamento della crescita globale, il crollo della Borsa di Atene, l'avvicinarsi del responso della Bce sulla qualità dell'attivo degli istituti bancari italiani e europei. E hanno pesato anche le parole del presidente russo, Vladimir Putin, che ha minacciato una riduzione delle forniture di gas all'Europa nel caso in cui Kiev sottraesse del gas diretto nel Vecchio Continente. Tutti elementi che stanno paralizzando le scelte di investimento degli operatori, convogliandole verso porti più sicuri come il Bond tedesco. Anche se si tratta di fattori internazionali, lo spread comunque è tornato a volare. I due governi che hanno preceduto Renzi, quello di Letta ma soprattutto Monti, ci avevano detto che bisognava stringere ancora la cinghia, fare duri sacrifici per evitare il ripetersi di quel terremoto sui mercati con lo spread alle stelle che portò alle dimissioni di Berlusconi. Ci avevano detto che una volta uscito di scena il leader di Forza Italia e eseguiti i compiti indicati da Bruxelles (aumento dell’età pensionabile, maggiori imposte e taglio delle rigidità sul lavoro) l’Italia sarebbe stata al riparo dalle tempeste sui mercati e lo spread sarebbe sceso dalle montagne russe. Ora invece ci risiamo. Fino a pochi giorni fa lo spread era a 130-140 punti base e ieri ha sfondato quota 200. Monti diceva che con 100 punti in meno di spread il risparmio per minori interessi sul debito sarebbe stato di 20 miliardi. Il passaggio da 130 punti di qualche giorno fa a 200 di ieri significa quindi, qualora lo spread dovesse mantenersi su quella soglia di aumento di 70 punti per diversi mesi, a regime una maggiore spesa per interessi sul debito pari a 12 miliardi. Non a caso la Banca d’Italia ha messo in guardia dall’inserire nel Def una stima del calo dello spread troppo ottimistica che non trova riscontro «nelle aspettative implicite desumibili dagli andamenti di mercato». Se poi Renzi pensa di ottenere una deroga ai vincoli europei sul bilancio per la difficile congiuntura e il riaccendersi delle tensioni sui mercati, si sbaglia. Ieri il Cancelliere Angela Merkel ha ribadito che «non possono esserci eccezioni alle regole dell'Unione europea sugli obiettivi nazionali di deficit. Tutti i 28 Stati membri dell'Unione europea, ha detto Merkel, devono rispettare il patto di stabilità e crescita «in pieno» o rischiano una perdita di fiducia nell'economia dell'eurozona. Questo vale in modo particolare per la Francia che ha sforato il 3% ma anche per Renzi.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.