Dalla salsiccia con le patate fritte alle cene da mille euro a testa. È la metamorfosi del Partito democratico al tempo di Matteo Renzi. Il Pd, che aveva ereditato dai Ds - e dal Pds e dal Pci - le vecchie care feste dell’Unità con parlamentari, consiglieri, dirigenti impegnati a turno a servire ai tavoli, si forzaitalizza. Si berlusconizza con le cene di finanziamento. Insomma, diventa sempre più un partito «liquido». Qualcuno dice di plastica. I numeri sono impietosi. Il tesseramento ristagna: appena centomila gli iscritti al Pd. La Ditta era abituata a ben altri numeri. Le casse del partito, poi, sono desolatamente vuote. I renziani spiegano di aver trovato una situazione drammatica dopo la vittoria del premier al congresso del dicembre scorso e di aver lavorato a riflettori spenti per risanare il partito senza licenziare nessuno. Nel frattempo Renzi diceva di voler rilanciare il brand dell’Unità. Un’operazione evidentemente più difficile del previsto: il giornale fondato da Antonio Gramsci non esce in edicola da fine luglio e le feste in giro per l’Italia non hanno scaldato i cuori della base. Senza finanziamento pubblico ai partiti e con un tesseramento che terminerà a fine anno ma intanto prosegue a rilento, anche il Pd deve trovare nuove forme di finanziamento. E va bene il due per mille, e vanno bene le donazioni on line. Ma in tanti quando compilano la dichiarazione dei rediti non sono abituati a destinare quel due per mille ad alcunché. E chiedere ai cittadini soldi per la politica, beh, non è proprio tempo. Così il premier-segretario Matteo Renzi fa come il leader di FI Silvio Berlusconi: cene di finanziamento in giro per l’Italia a mille euro a persona. Addio tortellini e contributo da venti euro a persona, largo alle cene di lusso. Si parte a inizio novembre a Roma e Milano. Obiettivo: cercare di far cassa coinvolgendo il nuovo elettorato del Pd, le partite Iva, i professionisti, gli imprenditori. E pazienza se qualcuno rimpiange il tesseramento. Renzi ha già voltato pagina, nonostante la base storca la bocca.
Renzi come Berlusconi. Pure a cena
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