Politica

Gianni Archetti: «Fedeltà al Papa però sono deluso»

Il commento del presidente delle Famiglie Numerose Cattoliche

«Il matrimonio è indissolubile perché l’immagine di un uomo e di una donna in una convivenza rappresentano l’immagine della fedeltà di Dio: non si possono separare». Gianni Archetti, presidente delle Famiglie Numerose Cattoliche, parte da un concetto fondamentale per commentare i lavori del Sinodo. Non c’è il rischio, invece, che il linguaggio usato nella «Relatio» crei confusione? «Sicuramente. Va benissimo il discorso del Papa "chi sono io per giudicare" ma non posso mettere da parte la dottrina. È vero che bisogna perdonare ma non si può continuare a vivere nel peccato. Su questo serve chiarezza». Vi sentite traditi? «Sono rimasto un po’ deluso. So come la pensavano alcuni prima, ora che il Papa è favorevole a certe aperture hanno cambiato rotta. Va bene, tutti sbagliamo, però poi se si vuole rettificare bisogna ricominciare all’interno della Chiesa. Il problema dell’eucarestia ai divorziati risposati riguarderà forse tremila persone. Il fatto è che molti ai quali prima non importava niente di comunicarsi ora vogliono fare la comunione. Sembra quasi una ripicca». Durante la prima settimana del Sinodo è emersa la strada della «gradualità»: la ritenete percorribile? «Mah, si parla di gradualità, di inserimento: la Chiesa ha sempre accolto tutti, anche gli assassini. Ma la comunione è un’altra cosa, mi sembra più importante l’accoglienza. In Italia ci sono venti milioni di persone che non fanno la comunione: pensiamo a loro, prima che a quelli che vogliono farla per forza. Chi divorzia ha detto no al coniuge e a Dio, è giusto che non faccia la comunione perché non ha creduto alla fedeltà e alla Chiesa. Ci vuole un po’ di coerenza. È come quelli che non sono mai entrati in chiesa però in chiesa vogliono sposarsi: mi riesce molto difficile credere a queste persone». Negli omosessuali il documento del Sinodo individua elementi positivi. Che ne pensa? «È questo nichilismo, non si capisce più niente... Nella Chiesa i gay sono stati sempre accolti, oltre a esserci sempre stati. Ma l’accoglienza deve andare di pari passo con un cammino di conversione». Il discorso comunque è ancora aperto. «E sarà ancora lungo. Siamo rimasti molto sorpresi, sembra quasi che i padri sinodali vogliano stupire con effetti speciali. Però voglio ribadire la fedeltà al S. Padre, sempre, anche se dovesse adottare decisioni che non ci vedono d’accordo».

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