A Latina vincono Pd e Ncd; a Frosinone vincono Pd e FI ma perde... il Pd. Impossibile? Neanche per sogno. Vincono (o perdono, dipende) tutti. Le alleanze «liquide» al crepuscolo della Seconda Repubblica e con la Terza ancora al di là da vanire caratterizzano le elezioni provinciali (rigorosamente di secondo livello: cioè i politici si votano tra loro, l’ultima moda della democrazia rappresentativa) svolte domenica. E se di mezzo c’è il Lazio, allora i risultati sono paradossali e squassano i partiti locali, col Pd che fa il pendolo tra un Patto del Nazareno in salsa ciociara e una maggioranza governativa con Ncd a Latina. IL CASO FROSINONE Partiamo dalla Ciociaria. A Frosinone vince le provinciali con il 53,79% un esponente del Pd, il sindaco di Ferentino Antonio Pompeo. Al secondo posto col 46% un altro Dem, Enrico Pittiglio. Com’è possibile? Semplice: la segreteria regionale del Pd non è riuscita a mettere pace nella faida ciociara. Morale: il senatore Francesco Scalia ha schierato un proprio candidato alleato con Forza Italia. La strana coalizione che va oltre il Patto del Nazareno ha sbancato. Il segretario regionale Pd Fabio Melilli canta vittoria, in fin dei conti ha ottenuto il primo e il secondo posto. Le provinciali, per Melilli, «hanno dimostrato con chiarezza il radicamento del Pd nelle amministrazioni comunali del Lazio». Ma Rieti a parte - dove i Dem hanno vinto con Giuseppe Rinaldi - a Frosinone e a Latina è stato decisivo l’apporto di partiti di centrodestra. Melilli la vede così: «A Latina la intelligente apertura del Pd alle forze civiche e moderate (cioè Ncd ndr.) ci ha consentito di riportare una vittoria di grande significato politico. Si interrompe una lunga tradizione di governo delle destre». Ma anche a Frosinone il Pd ha vinto il derby: «Le divisioni interne al nostro partito hanno portato a confrontarsi due nostri amministratori per il ruolo di presidente - spiega Melilli - I risultati dimostrano che il Pd avrebbe potuto essere protagonista anche senza la ricerca di alleanze con le varie fazioni del campo avversario». Melilli si augura comunque che «si cerchino tutte le strade per il ritorno alla normalità nelle relazioni e nei rapporti politici». Insomma, tutto a posto? Neanche per sogno, perché giustamente anche Mario Abbruzzese (FI) rivendica la vittoria a Frosinone: «Forza Italia ha ottenuto un risultato straordinario dapprima con l’elezione di Pompeo a presidente, poi con i numeri di lista, che ha ottenuto il 24,5% dei voti, attestandosi tra i primi partiti». A testimoniare che la linea di Melilli sia quantomeno stravagante è il segretario provinciale Pd Simone Costanzo che smentisce il proprio segretario regionale: «Ha vinto il centrodestra grazie all’irresponsabile contributo del senatore Scalia (Pd?), ma il Pd con il candidato Pittiglio, solo contro tutti, ha ottenuto un risultato eccezionale, al di là di ogni più rosea aspettativa». Morale: Costanzo apre la crisi interna e il congresso straordinario. Anche il senatore Dem Bruno Astorre attacca Scalia parlando di «rammarico per un partito spaccato dall’atteggiamento miope di pochi, che va condannato senza se e senza ma». Alla faccia della vittoria Democratica. IL CASO LATINA Situazione tragicomica anche a Latina. Eleonora Della Penna, sindaco di Cisterna, è il nuovo presidente della Provincia con il 61,5%. Della Penna sostenuta da Pd e Ncd ha sconfitto il sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano (38,5%). Lo slogan in campagna elettorale della neopresidente è emblematico: «tutti insieme si può fare». Il segretario Pd Melilli, come detto, esulta. Il coordinatore nazionale Ncd Gaetano Quagliariello le fa pubblicamente i complimenti, esprimendo «grande soddisfazione» perché «il territorio e l’identità si confermano le parole d’ordine con cui intendiamo vincere la battaglia del consolidamento». Andatelo a dire al consigliere comunale di Roma e della Città metropolitana Marco Pomarici, che fa sì gli auguri ad Eleonora Della Penna, salvo poi sbottare contro «la politica dei tre forni» e attaccare Alfano: «Mi chiedo dove sta andando Ncd. La neopresidente ha vinto con un’alleanza Ncd-Pd rompendo l’egemonia del vecchio centrodestra pontino. Questo però politicamente che significa? L’Ncd in quale campo gioca? Al governo nazionale sta con Renzi, così come accade a Nettuno e a Latina. Andrà da solo alle regionali in Emilia Romagna e sta trattando col centrosinistra in Calabria e in Campania. Poi ci siamo noi, a Roma, che facciamo l’opposizione a Marino e al Pd. C’è qualcuno poi che è ancora più confuso: l’elettore che chiede a gran voce di conoscere identità e posizione del partito. Si decida presto da che parte stare. E lo si dica, senza ambiguità, al nostro elettorato e agli italiani». Il senatore di FI Francesco Giro plaude al risultato azzurro di Frosinone («FI decisiva per la vittoria del candidato PD») e Latina, criticando «l’innaturale alleanza» Pd-Ncd. E anche il deputato Federico Fauttilli (Per l’Italia) dà implicitamente ragione a Pomarici, parlando di «risultato storico» a Latina, «un cambiamento che segna un’epoca durata vent’anni, quando nel ’94 la Dc di fatto fu sostituita da FI e i suoi alleati di destra. Questo è stato possibile per la candidatura non partitica di Della Penna, ma anche la nuova aria che si respira nel Paese con l’avvento di Renzi e la consapevolezza che si è fatta strada tra amministratori e dirigenti che hanno sostenuto Della Penna, di dover cambiare rispetto al passato».
Ma alle provinciali Pd, Ncd e azzurri si alleano per avere una poltrona
A Frosinone i Dem vincono con FI e conquistano anche il secondo posto
