Politica

Sondaggi impietosi, Silvio torna Berlusconi

Il leader di FI: «Colpito da giudici politicizzati. La sinistra governa grazie a brogli e traditori»

Silvio Berlusconi abbandona i toni «responsabili» e torna a colpire duro sulla magistratura e la sinistra. Una svolta dovuta probabilmente anche agli ultimi sondaggi arrivati sul tavolo del leader, che segnalano una Forza Italia ormai al di sotto del 15% soprattutto a causa dell’eccessivo appiattimento «renziano». Ma a sentire i toni dell’ex Cavaliere il cambio di registro è probabilmente dovuto anche all’ultima mazzata arrivata indirettamente dalle vicende giudiziarie, con la Banca d’Italia che ha imposto a Fininvest di cedere più del 20% delle quote in Mediolanum a causa della «perdita di onorabilità» del proprietario. E così Berlusconi, incurante delle prescrizioni che gli suggerirebbero «prudenza» sulle vicende giudiziarie, decide di picchiare sulla magistratura. «Nessuno lo ricorda, ma non siamo piu' una democrazia» esordisce collegandosi telefonicamente con il seminario del «governo ombra» di Gianfranco Rotondi a Saint Vincent. «Attraverso l’uso politico della giustizia e attraverso una procedura parlamentare al Senato che ha calpestato diverse leggi - si sfoga - il leader del centrodestra è stato allontanato dalla politica e reso incandidabile per 6 anni con un procedimento monstre, che non si era mai verificato in Italia dal 1848 ad oggi. E, quindi, siamo veramente in una situazione molto lontana da una situazione di normalità democratica». Per Berlusconi c’è stata «prima una sospensione della democrazia con Mani Pulite» e, ora, un governo «non eletto dal popolo. Abbiamo un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale». «I 144 parlamentari che formano questa maggioranza - attacca - sono stati dichiarati incostituzionali dalla sentenza della Consulta». Il Cav ritorna anche sull’antico cavallo di battaglia dei brogli elettorali: «La maggioranza uscita dalle ultime elezioni politiche è prevalsa su di noi solo per lo 0,32%, cioè 130mila voti che siamo sicuri che non corrispondevano al risultato vero dell’elezione». Ce n’è anche per il Nuovo Centrodestra: «Al Senato la maggioranza è formata e il governo è tenuto in piedi da 32 senatori che erano stati eletti dai nostri stessi elettori che avevano dato a loro come a noi il mandato di tenere a bada e contrastare la sinistra». Il nodo del rapporto con gli alfaniani resta uno dei temi più caldi dell’attualità politica, soprattutto in virtù delle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria, dove si sta cercando un accordo con le varie forze di centrodestra per ricomporre una coalizione credibile. Ma, su questo fronte, un’altra chiusura netta all’Ncd arriva dalla senatrice Maria Rosaria Rossi, amministratrice unica del partito e una delle interpreti più fedeli del pensiero berlusconiano: «Io sono convinta che la grande maggioranza degli elettori azzurri non accetti l'alleanza di Forza Italia con il Nuovo Centrodestra - spiega la Rossi - . Certo, il presidente Berlusconi non ha mai chiuso le porte a nessuno e molti dei membri del Ncd stanno tornando con noi, ma credo che a livello nazionale non ci potranno essere accordi espliciti con chi ha tradito il proprio padre politico e il mandato dei propri elettori».

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