Politica

I congressi per salvare FI

Ipotesi 12 novembre per avviare il tesseramento

La speranza di Silvio Berlusconi e, soprattutto, di Maria Rosaria Rossi, è che con i congressi Comunali possa aumentare il numero degli iscritti a Forza Italia e, contestualmente, si riescano, soprattutto, si riescano a incassare nuove risorse. Occorre liquidità fresca per la gestione ordinaria del partito, per le prossime campagne elettorali e per evitare altri dolorosi tagli al personale dopo quelli che hanno riguardato 42 dipendenti ex Pdl. Per questo, c’è grande attesa per la stagione congressuale con il lancio del relativo tesseramento per raccogliere fondi. Si parla di fine novembre, ma è solo un’ipotesi. L’ultimo tesseramento di Fi risale al 2007 per i congressi comunali e provinciali, mentre nel 2011 c’è stato quello dell'ex Pdl (per i congressi locali) quando Angelino Alfano, in qualità di segretario, assicurò di aver toccato quota 1 milione 139.192 di adesioni. Sette anni fa, l'allora coordinatore Sandro Bondi rivendicò il «record dei 400 mila iscritti». Oggi, invece, la Forza Italia nata dalla scissione pidiellina, non ha dati ufficiali in merito. Secondo indiscrezioni, però, in attesa del lancio dei congressi comunali, il tesseramento nazionale riguarda solo i quadri e gli eletti e non supererebbe quota 12mila. Il tesseramento per avere diritto di voto ai congressi ha un «tariffario» preciso, come indicato dal sito nazionale del partito. La quota ordinaria è di 30 euro, scontata a 25 euro per i seniores e 15 euro per i giovani. Quote maggiorate, invece, per parlamentari nazionali ed europei, i consiglieri regionali, comunali e provinciali, che vanno da 100 a mille euro. Intanto, dal partito fanno notare ancora una volta come la responsabilità dei conti in rossi sia da attribuire alla legge che ha cancellato il finanziamento pubblico dei partiti: «Questa legge di fatto ha chiuso i rubinetti del finanziamento pubblico, non soltanto per gli anni a venire ma anche in maniera retroattiva, causando non poche difficoltà sia per quanto riguarda le ipotesi di spesa già stabilite sia sul piano di sostenibilità varato negli anni precedenti. Inoltre, la stessa legge, ponendo un limite anche al finanziamento privato, ha impedito al presidente Silvio Berlusconi di provvedere in prima persona alle necessità economiche del partito, come ha sempre fatto con grande generosità nel passato con oltre 150 milioni di euro».

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