Politica

Giovanni Donzelli: «Cari Fini e Belviso restate in tribuna»

Rinnovare la classe dirigente per riacquistare credibilità e interrompere il Patto del Nazareno. Sono questi per Giovanni Donzelli, consigliere Regionale di FdI-An in Toscana, due passaggi fondamentali nel percorso di rifondazione del centro-destra. Quanto costa al centrodestra il Patto del Nazareno? «Tantissimo perché rende il centrodestra non credibile e non lo fa essere un’alternativa reale. Il patto del Nazareno ha portato solo alla disgregazione, basti pensare che ci sono personaggi eletti con il centrodestra che adesso governano insieme a Renzi». I sondaggi danno FdI in crescita. Cosa manca per fare il definitivo salto di qualità? «Noi non avevamo né i mezzi né la presunzione per poter pensare di arrivare subito al 30%. Due anni fa abbiamo iniziato un percorso e piano piano i risultati stanno arrivando: dal 2% siamo saliti al 4. In termini di consenso il M5S, ad esempio, per molti anni ha avuto percentuali più basse. Il nostro è un percorso che ha bisogno di tempo perché stiamo profondamente rinnovando la destra. Siamo ripartiti da zero». Salvini ha parlato di possibili alleanze con FdI. Quanto sono distanti i due partiti? «Dipende dagli argomenti, su immigrazione ed economia siamo molto vicini, su altri temi invece siamo distanti, ad esempio, sull’unità nazionale. Inoltre non ho mai sentito Salvini prendere una posizione decisa sul tema delle droghe che a noi sta molto a cuore. Non dimentichiamo che nel Parlamento padano, nel 1997, Salvini faceva parte della corrente dei "Comunisti padani". Adesso abbiamo davanti la stessa grande sfida di difendere il nostro Paese dall’aggressione di un’Europa a trazione tedesca». Se domani si facessero le primarie del centrodestra chi le vincerebbe? «La Meloni, ne sono convinto, al di là della stima personale. Giorgia ha portato avanti una politica estremamente coerente, non ha mai cambiato opinione, non ha mai fatto inciuci per le poltrone, è stata coerente su tutto, dall’immigrazione ai matrimoni gay. Per questo può rappresentare perfettamente il popolo del centrodestra». Reputa possibile un riavvicinamento tra Forza Italia e Ncd? «Il loro litigio è su chi fa la vera stampella a Renzi. Io auspico un riavvicinamento del centrodestra che passi però attravero il rinnovamento di una classe dirigente che ha deluso. Non è una questione anagrafica, ma di scelte sbagliate che hanno frantumato il centrodestra, deluso l’elettorato e fatto perdere credibilità. Alfano, ad esempio, non è vecchio ma politicamente superato». Come vede Fini nel ruolo di allenatore del centrodestra? «Lo vedo bene in tribuna. La sua parabola è finita, serve un rinnovamento vero. Nell’immaginario collettivo riveste la delusione delle speranze riversate nella destra». È nato un nuovo partito, L’Altra Destra, fondato dalla Belviso. Cosa ne pensa? «È un tentativo molto velletario. Tra l’altro utilizza gli stessi colori della Le Pen, dimenticando però che sono quelli della Francia. Mi sembra una cosa raccattata per far dimenticare il passato, io invece ricordo che alle ultime Europee la Belviso era in un partito che nel simbolo aveva lo scudo crociato... La vedo bene in tribuna accanto a Fini».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.